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Sentenza

Sentenza n. 5942/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202503995

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio – sede di Latina che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza comunale di demolizione di opere abusive

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’appellante ha impugnato la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza comunale di demolizione relativa alla parziale chiusura di un preesistente portico, trasformato in superficie residenziale, e alla chiusura di un patio al piano interrato, trasformato in deposito. Con il primo motivo ha dedotto la nullità dell’ordinanza per violazione dell’art. 21-septies l. 241/1990, sostenendo che la sottoscrizione digitale del dirigente non fosse idonea a garantire la provenienza e l’autenticità dell’atto poiché la copia gli era stata notificata tramite messo comunale e non via PEC. Con il secondo motivo ha dedotto violazione dell’art. 3 l. 241/1990 per omessa motivazione sulla propria buona fede e sul legittimo affidamento, rappresentando di avere acquistato l’immobile dopo la realizzazione degli interventi, confidando nelle garanzie del venditore e nella regolarità dell’immobile. Ha inoltre sostenuto che l’ordine di demolizione non potesse essere rivolto al proprietario non responsabile dell’abuso e che la presentazione di una SCIA relativa alla chiusura del patio imponesse una motivazione rafforzata.

La decisione

L’appello è stato rigettato. Quanto al primo motivo, il Consiglio di Stato ha rilevato che l’ordinanza indicava il Comune, l’ufficio competente, la qualifica del dirigente e il nominativo del funzionario, recando la dicitura relativa alla firma digitale ai sensi degli artt. 20, 21 e 24 d.lgs. 82/2005. L’atto era quindi pienamente riconducibile all’autorità competente e non mancava di alcun elemento essenziale. La modalità di notificazione non incide sulla validità della sottoscrizione digitale. Anche ove la censura fosse riferita alla copia notificata, l’eventuale mancata sottoscrizione della copia conforme costituirebbe al più una mera irregolarità, non causa di nullità o annullabilità, in assenza di contestazione della difformità rispetto all’originale o della mancanza della firma digitale sull’originale. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha osservato che la SCIA del 2016, richiamata nell’ordinanza, non aveva validato l’intervento, poiché l’ufficio competente non si era pronunciato sulla sua regolarità e l’abuso era stato ritenuto illegittimo. Tale parte della determinazione non era stata specificamente impugnata ed era quindi divenuta inoppugnabile. Richiamando le Adunanze plenarie n. 9 del 2017 e n. 16 del 2023, il Consiglio di Stato ha affermato che l’ordine di demolizione ha carattere reale e deve essere rivolto anche al proprietario attuale non responsabile della realizzazione dell’abuso, purché si trovi in rapporto con il bene tale da consentire il ripristino dell’ordine giuridico violato. Il trasferimento della proprietà e la buona fede dell’acquirente non escludono l’operatività della sanzione demolitoria e non impongono una motivazione rafforzata. L’ordine di demolizione di un abuso non assistito da titolo è un provvedimento vincolato e non richiede una specifica motivazione sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità violata, neppure se adottato a distanza di tempo, nei confronti di un proprietario non responsabile e in buona fede. L’appellante è stato condannato al pagamento di euro 4.000,00 per spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 21-septies l. 241/1990

    La nullità richiede la mancanza di un elemento essenziale del provvedimento; nel caso concreto l’ordinanza era riconducibile all’autorità competente e non presentava tale carenza.

  • art. 3 l. 241/1990

    L’ordine di demolizione di un abuso edilizio non assistito da titolo, in quanto provvedimento vincolato, non richiede una motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità violata, anche in presenza di buona fede dell’acquirente e di un considerevole intervallo temporale.

  • artt. 20, 21 e 24 d.lgs. 82/2005

    La firma digitale del dirigente consente di attribuire il provvedimento all’autorità competente; la modalità di notificazione dell’atto non incide sulla validità della sottoscrizione digitale.

Massime di principio

  • La sottoscrizione digitale di un provvedimento amministrativo è idonea a garantirne la riconducibilità all’autorità competente quando l’atto identifica l’amministrazione, l’ufficio e il funzionario che lo ha adottato; la notificazione con modalità diversa dalla PEC non ne determina la nullità.
  • La mancanza della sottoscrizione nella copia conforme notificata al destinatario, ove l’originale risulti sottoscritto e non sia contestata la difformità della copia, costituisce al più una mera irregolarità e non determina nullità o annullabilità del provvedimento.
  • L’ordine di demolizione ha carattere reale e deve essere adottato anche nei confronti del proprietario attuale che non abbia realizzato l’abuso, quando il suo rapporto con il bene consenta il ripristino dell’ordine giuridico violato.
  • L’ordine di demolizione di un abuso edilizio non assistito da titolo è un provvedimento vincolato e non richiede una motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità violata, neppure se adottato tardivamente o nei confronti di un proprietario in buona fede che abbia acquistato il bene confidando nelle dichiarazioni del venditore.
  • La buona fede dell’acquirente, il trasferimento della proprietà e l’assenza di responsabilità nella realizzazione dell’abuso non impediscono l’adozione o l’esecuzione dell’ordine di demolizione e non impongono, di regola, una motivazione rafforzata.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAppello
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiNullità del provvedimentoLegittimo affidamentoEffetto conformativo e riedizione del potere

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