Cassazione Penale, Sentenza n. 6688/2025 del 18/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava due profili: 1) violazione di norme processuali perché la Corte territoriale avrebbe ritenuto sussistente l'aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio (art. 625, n.7 c.p.) determinante la procedibilità d'ufficio, senza che tale circostanza fosse stata contestata dal pubblico ministero, e dunque senza il necessario gravame del PM; 2) vizio di motivazione per omissione di valutazione sulle circostanze attenuanti generiche e sui benefici di legge (in particolare la sospensione condizionale della pena). Inoltre è stato censurato un deposito memoriale tardivo.
La decisione
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il primo motivo e assorbito il secondo. Ha escluso il deposito tardivo effettuato oltre il termine di cui all'art. 611 c.p.p. Sul merito ha rilevato che, dopo la modifica normativa (d.lgs. 150/2022), il delitto di furto è in linea generale procedibile a querela e l'azione non può proseguire in mancanza di querela dell'ente offeso; nel caso non risultava querela (solo una denuncia) e il primo giudice aveva condannato per aggravante diversa (violenza sulle cose, art. 625 n.2), senza appello del Pubblico ministero che avrebbe potuto regolare la procedibilità. Per queste ragioni la sentenza impugnata è annullata senza rinvio perché l'azione penale non può essere proseguita per difetto di querela.
Norme richiamate
d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150, art.2, comma 1, lett. i)
in vigore dal 30 dicembre 2022
Ha modificato il regime di procedibilità del delitto di furto incidendo sul testo dell'art. 624 c.p.; è la fonte della nuova regola che rende il furto in generale punibile a querela della persona offesa salvo le eccezioni previste
Nell'attuale formulazione stabilisce che il delitto di furto è punibile a querela della persona offesa, salvo procedibilità d'ufficio nelle ipotesi tassative previste (es. incapace della persona offesa o talune circostanze aggravanti dell'art. 625)
art. 625, comma 1, numeri 2 e 7, cod. pen.
Numero 2: aggravante per furto commesso con violenza sulle cose; Numero 7: aggravante per furto su beni destinati a pubblico servizio. La Corte ha ritenuto che non potesse essere fatta valere d'ufficio la circostanza 7 se non contestata dal PM e in assenza di querela
tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto
Termine per la presentazione della querela da parte dell'ente offeso per adeguarsi alle nuove disposizioni, richiamato dalla Corte per verificare la presenza della querela
art. 611, comma 1, cod. proc. pen.
Disposizione sul termine per il deposito di memorie prima dell'udienza; la Corte ha escluso la memoria depositata oltre il termine stabilito
Massime di principio
- Dopo la modifica normativa del 2022, il delitto di furto è in principio procedibile a querela: se non risulta la querela dell'offeso, l'azione penale non può proseguire salvo che ricorra una delle eccezioni di legge (es. incapace della persona offesa o aggravanti tassative).
- La Corte d'appello non può introdurre o valorizzare in via nuova, in peius, un'aggravante che determini la procedibilità d'ufficio se tale aggravante non è stata regolarmente contestata dal pubblico ministero e il PM non ha proposto appello (divieto di reformatio in peius).
- La presenza in atti di una denuncia non equivale alla querela quando la legge richiede la querela della persona offesa per la procedibilità; i termini per la presentazione della querela previsti dalle norme di prima applicazione devono essere verificati.
- I depositi e le memorie devono rispettare i termini processuali (art. 611 c.p.p.); memorie tardive possono essere escluse e non considerate.
- Se l'azione penale è irrimediabilmente impedita per difetto di querela, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio (estinzione del processo per carenza di procedibilità), risparmiando un nuovo esame di merito.
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