Cassazione Penale, Sentenza n. 6565/2025 del 18/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria che aveva rigettato la custodia cautelare in carcere per il reato di scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.). Denuncia vizi di motivazione e violazione di legge: a) il Tribunale avrebbe erroneamente sovrapposto la nozione di "appartenente" a quella di "partecipe"; b) avrebbe confuso la conclusione del patto di scambio con la sua esecuzione, trascurando che quest'ultima non è necessaria; c) avrebbe richiesto un puntuale accertamento del numero di voti garantiti e delle utilità promesse; inoltre, il ricorrente ritiene che le intercettazioni e altri elementi induttivi dimostrassero il ruolo di Gattuso come referente per la cosca Ficara-Latella e il ruolo di Sergio Rugolino come intermediario affiliato alla 'ndrangheta.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale avesse motivato correttamente la decisione: mancavano allegazioni sufficienti a dimostrare un legame qualificato di Gattuso con una cosca di 'ndrangheta; le dichiarazioni intercettate erano generiche e non dimostravano la volontà e la consapevolezza di operare per il clan in cambio di utilità né un accordo specifico di procacciamento di voti con metodo mafioso; non era stata identificata la contropartita promessa né quantificata la garanzia di consensi; la contestazione sul ruolo di Rugolino è risultata priva di rilievo rispetto alla insufficienza probatoria sull'accordo principale. La Corte ha poi richiamato la giurisprudenza che richiede elementi specifici per attribuire la qualifica di "appartenente" e per dimostrare l'accordo tipico dell'art. 416-ter.
Norme richiamate
art. 416-ter cod. pen.
L'art. 416-ter incrimina lo scambio elettorale politico-mafioso e, secondo la giurisprudenza richiamata, la figura centrale è l'accordo tra politico e associazione mafiosa; è necessario dimostrare la consapevolezza e la volontà dell'interessato di operare a vantaggio del clan in cambio di un ausilio elettorale
art. 416-bis cod. pen.
La nozione di "appartenente" all'associazione mafiosa è distint a dalla mera partecipazione e richiede elementi idonei a provare il vincolo qualificato con la cosca; la sua sussistenza può incidere sulla valutazione della necessità di provare il "metodo mafioso" nel procacciamento di voti
legge 21 maggio 2019, n. 43
Le modifiche normative hanno modulato la rilevanza del ruolo dell'appartenente/intraneo rispetto al requisito del metodo mafioso nel procacciamento dei voti, ma non hanno eliminato la necessità di elementi specifici che dimostrino la volontà e l'accordo
Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 15425 del 12/12/2022, Lombardo Rv. 284583 - 01)
Afferma che, anche se il procacciatore è intraneo alla consorteria, è necessaria la prova che l'accordo contempli l'attuazione o la programmazione di procacciamento di voti con metodo mafioso
Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 29841 del 2021, Tallini)
Richiama la necessità di elementi specifici per attribuire consapevolezza e volontà dell'agente a favore del clan
Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 43186 del 11/09/2024, Sorbello Rv. 287271 - 01)
Ribadisce che, dopo le modifiche del 2019, il procacciamento non deve necessariamente avvenire con metodo mafioso se il procacciatore è un appartenente, ma resta necessaria la prova della qualifica di appartenente e di specifici elementi che dimostrino l'accordo
Massime di principio
- La mera presenza di intercettazioni non è sufficiente: occorre che dalle conversazioni emerga con sufficiente dettaglio la consapevolezza e la volontà di operare per la cosca in cambio di un tornaconto elettorale.
- Per configurare lo scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter) è cruciale dimostrare l'accordo tra il politico e l'associazione mafiosa; la distinzione tra conclusione dell'accordo e sua esecuzione deve essere valutata in termini probatori, ma l'esistenza dell'accordo resta requisito fondamentale.
- La qualifica di "appartenente" richiede elementi probatori specifici (legami, comportamenti continuativi, contesti che dimostrino vincolo qualificato): l'appartenenza non può essere desunta da mere asserzioni generiche o da rapporti familiari di terzi.
- Il ruolo di intermediario (es. persona collocata tra candidato e clan) produce rilevanza solo se è provato che abbia agito in funzione di intermediario per conto della consorteria e che ciò abbia concretamente inciso sull'accordo di scambio.
- Non è sempre necessario quantificare esattamente il numero di voti o la precisa utilità promessa, ma è indispensabile fornire elementi concreti e circostanziati che rendano verosimile l'impegno di procacciamento e la contropartita pattuita.
- Le spiegazioni alternative, plausibili e coerenti con il contesto (es. timore che precedenti familiari danneggino l'immagine del candidato), possono neutralizzare il valore probatorio di frasi intercettate se non sono smentite da elementi ulteriori.
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