Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 3097/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e del silenzio dell'Ambasciata italiana di Dhaka in relazione alla domanda di rilascio visto per motivi di lavoro subordinato, inoltrata dal ricorrente e, per l'effetto, accogliere il presente ricorso per le cause di cui in narrativa, ordinando la fissazione di un appuntamento immediato con urgenza per il rilascio del visto d'ingresso per lavoro subordinato in favore dello stesso.

Giustizia amministrativa202512951

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenza non definitivaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell'Ambasciata italiana in Dhaka sulla domanda di rilascio del visto per lavoro subordinato; il ricorso comprendeva anche l'impugnazione del provvedimento prefettizio di decadenza dal nulla osta

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto, tra l'altro, un'azione avverso l'inerzia dell'Ambasciata italiana in Dhaka, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità del silenzio e l'ordine di fissare con urgenza un appuntamento per il rilascio del visto per lavoro subordinato. Il procedimento risultava in corso almeno dal 28 settembre 2023, data nella quale il ricorrente era stato convocato. Secondo il giudice, il procedimento avrebbe dovuto concludersi entro venti giorni ai sensi dell'art. 42, comma 3, del d.l. n. 73/2022. Il ricorso avverso il silenzio è stato notificato soltanto il 28 ottobre 2025. Il ricorrente aveva inoltre impugnato il provvedimento di decadenza adottato dalla Prefettura di Roma, Sportello Unico per l'Immigrazione, il 14 agosto 2025, ma tale domanda non è stata definita con la presente pronuncia.

La decisione

Il TAR ha dichiarato irricevibile per tardività la domanda proposta contro il silenzio dell'Ambasciata. Ha applicato l'art. 31, comma 2, c.p.a., secondo cui l'azione avverso il silenzio può essere proposta finché perdura l'inadempimento, ma comunque non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. Poiché il termine per concludere il procedimento era scaduto, al più tardi, nell'ottobre 2023, il ricorso avrebbe dovuto essere proposto entro l'ottobre 2024; la notifica del 28 ottobre 2025 era quindi tardiva. La domanda di annullamento del provvedimento prefettizio di decadenza del 14 agosto 2025 non è stata decisa: il Collegio ha rimesso al Presidente della Sezione la fissazione dell'udienza pubblica per la definizione del merito. Le spese sono state riservate all'esito del giudizio di merito.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, c.p.a.

    L’azione può essere proposta fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento

    L'azione avverso il silenzio è soggetta a un termine massimo di un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento, anche se l'inadempimento dell'amministrazione perdura.

  • art. 35, comma 1, lett. a, c.p.a.

    La tardività dell'azione avverso il silenzio comporta la dichiarazione di irricevibilità del ricorso.

  • art. 42, comma 3, d.l. n. 73/2022

    Il procedimento relativo alla domanda di visto avrebbe dovuto concludersi entro venti giorni; tale termine rileva per individuare la scadenza del termine annuale per proporre l'azione contro il silenzio.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio ha dato avviso alle parti della possibilità di definire con sentenza in forma semplificata la controversia relativa alla domanda contro il silenzio.

Massime di principio

  • L'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione deve essere proposta entro un anno dalla scadenza del termine previsto per la conclusione del procedimento, anche quando l'inadempimento amministrativo perdura nel tempo.
  • La tardività dell'azione contro il silenzio determina l'irricevibilità della relativa domanda ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a.
  • Quando il ricorso cumulativo comprende un'azione avverso il silenzio e una distinta domanda di annullamento, il giudice può definire immediatamente la prima per tardività e disporre la prosecuzione del giudizio sulla seconda mediante fissazione dell'udienza di merito.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDecadenza e tardività

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.