Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26857/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza per quattro motivi principali: 1) vizio di motivazione per il diniego della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale richiesta in appello (acquisizione di documenti allegati ai motivi aggiunti e audizione dei testi Dario Murri e Carla Lentini), sostenendo che i documenti non fossero preesistenti al primo grado e che le prove fossero indispensabili; 2) violazione dell'art. 495, comma secondo c.p.p., perché i testi indicati sarebbero decisivi per valutare la credibilità della persona offesa, unica prova a fondamento della responsabilità; 3) vizio di motivazione nell'affermazione di responsabilità, con censura circa l'eccessivo affidamento sul rinvenimento di un'arma presso l'abitazione dell'imputato; 4) violazione dell'art. 62-bis c.p. in tema di attenuanti: il ricorrente contestava che la Corte avesse escluso le attenuanti rilevanti limitandosi a richiamare la mancanza di "ragioni positivamente apprezzabili" senza applicare correttamente i criteri degli artt. 132 e 133 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come complessivamente infondato. In sintesi: 1) il diniego della rinnovazione dell'istruttoria è legittimo perché l'istituto è eccezionale e la valutazione spetta al giudice d'appello che può ritenere non indispensabile l'integrazione probatoria; il richiamo all'art. 603 c.p.p. e alla regola della "non decidibilità allo stato degli atti" giustifica la discrezionalità; 2) l'affermazione di responsabilità non si è basata esclusivamente sul rinvenimento dell'arma ma su un insieme di elementi (confronto dichiarazioni, testimonianze, contraddizioni del ricorrente), per cui la motivazione non è manifestamente illogica; 3) l'esclusione delle attenuanti ai sensi dell'art. 62-bis è una valutazione di fatto riservata al giudice e, purché congrua e non contraddittoria, non sindacabile in Cassazione; 4) il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e a rimborsare le spese di difesa sostenute dalla parte civile, liquidate in euro 3.510 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Riferimento alla disciplina del tentativo: la Corte d'appello ha riqualificato il reato nell'ipotesi tentata ai sensi di questa norma.

  • art. 393 cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata nella riqualificazione del reato (la sentenza parla di reato riqualificato negli artt. 56 e 393 c.p.).

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice d'appello il potere discrezionale di accogliere o meno la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria quando la prova sia preesistente ma non acquisita; la Cassazione conferma che il rifiuto è ammissibile se il giudice ritiene di poter decidere con il materiale già in atti.

  • art. 495 cod. proc. pen.

    Riferimento alle regole sull'acquisizione/valutazione di determinati mezzi di prova e alla rilevanza dei testi per la valutazione della credibilità della persona offesa; la Corte ha ritenuto non decisive le dichiarazioni aggiuntive proposte.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina delle circostanze attenuanti di particolare tenuità o altre attenuanti rilevanti; la Corte territoriale ha valutato in fatto l'assenza di "ragioni positivamente apprezzabili" e legittimamente escluso le attenuanti con motivazione congrua.

  • art. 132 cod. pen.

    Principi e criteri per la determinazione della pena; citato dal ricorrente in relazione al presunto difetto motivazionale nella determinazione della pena.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri guida per la determinazione della pena (comportamento e personalità del colpevole, pericolosità sociale, ecc.); la Corte ha ritenuto rispettati i criteri nella motivazione sintetica della determinazione della pena.

Massime di principio

  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello è un rimedio eccezionale: per ottenerla occorre dimostrare che le integrazioni probatorie sono indispensabili perché il giudice non possa decidere con il materiale già acquisito; la valutazione resta a discrezione del giudice d'appello e la Cassazione interviene solo in caso di manifesta illogicità.
  • La Corte di Cassazione controlla la logicità e la congruità della motivazione ma non riforma valutazioni di fatto, quali la credibilità delle parti e la valutazione complessiva delle prove, se non sono irragionevoli o contraddittorie.
  • L'esclusione o l'attribuzione delle circostanze attenuanti di cui all'art. 62-bis è una valutazione di merito fondata su elementi di fatto; una motivazione anche sintetica è sufficiente se non contraddittoria e se espone le ragioni principali della decisione.
  • La mera proposizione di nuove prove in appello non è sufficiente: è necessario che siano documenti o elementi non preesistenti o che la loro acquisizione sia realmente idonea a modificare il giudizio, mostrando la loro indispensabilità.
  • In caso di rigetto del ricorso, il ricorrente può essere condannato non solo alle spese processuali ma anche al rimborso delle spese di rappresentanza e difesa della parte resistente/parte civile; pertanto il rischio economico dell'impugnazione va valutato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.