Cassazione Penale, Sentenza n. 30907/2025 del 16/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato la condanna per due episodi di detenzione ai fini di spaccio (marijuana e cocaina, marzo e agosto 2020), deducendo violazione di legge perché il giudice territoriale, nel rigettare la richiesta di sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità, si sarebbe limitato a rilevare l'assenza di documentazione presentata dalla difesa senza fissare un'udienza di rinvio né procedere d'ufficio all'acquisizione delle informazioni sulle condizioni di vita e personali dell'imputato previste dall'art. 545-bis c.p.p.; il ricorrente sostiene che l'inerzia difensiva non esonera il giudice dall'azione di accertamento d'ufficio o dalla delega agli uffici competenti per ottenere le informazioni rilevanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto legittima e adeguata la motivazione della Corte d'appello che aveva rigettato la richiesta di sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità, valutandola non idonea alla tutela del bene giuridico dato il breve intervallo temporale e la reiterazione di condotte analoghe. Poiché la difesa aveva dichiarato di non produrre alcuna documentazione, il giudice di merito ha valutato superflui gli accertamenti ex art. 545-bis c.p.p. dal momento che, sulla base dei criteri di cui all'art. 133 c.p., la pena sostitutiva era ritenuta inidonea ad assolvere la funzione di prevenzione speciale. La Corte ha richiamato precedente di legittimità (Sez. 4, n. 42847 del 11/10/2023) in senso conforme. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990
Norma utilizzata per qualificare i reati contestati come detenzione ai fini di spaccio (sostanze stupefacenti tipo marijuana e cocaina).
Previsione della sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità; la Corte territoriale ha valutato tale misura non idonea alla luce della reiterazione delinquenziale e dell'esigenza di tutela del bene giuridico.
Prevede la possibilità per il giudice, in caso di inerzia dell'imputato, di delegare l'ufficio di esecuzione penale esterna o la polizia giudiziaria per acquisire informazioni sulle condizioni personali, familiari, sociali, economiche e patrimoniali. La Corte ha ritenuto tale accertamento non obbligatorio quando il giudice, sulla base dei criteri di valutazione pertinenti, ritiene la misura sostitutiva inidonea e la difesa non produce elementi utili.
Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione della funzione rieducativa e preventiva; usato dalla Corte per valutare l'inesistenza dei presupposti di idoneità della pena sostitutiva.
Giurisprudenza di legittimità, Sez. 4, n. 42847 del 11/10/2023 (Rv. 285381)
Principio richiamato: quando il giudice, alla luce dei precedenti e della condotta dell'imputato, valuta che la pena sostitutiva non sia idonea alla rieducazione, non è tenuto a svolgere gli accertamenti economico-patrimoniali previsti dall'art. 545-bis c.p.p.
Massime di principio
- La valutazione di idoneità di una pena sostitutiva (es. lavoro di pubblica utilità) è rimessa al giudice di merito; la Cassazione interviene solo se la motivazione è illogica o viziata.
- Se la difesa non produce documentazione e il giudice, sulla base di elementi concreti (es. reiterazione di reati analoghi), ritiene la misura sostitutiva inidonea, non è obbligato a compiere accertamenti ex art. 545-bis c.p.p.
- L'art. 545-bis c.p.p. concede strumenti di indagine (deleghe agli uffici competenti) ma non impone un obbligo automatico di indagine quando la richiesta difensiva è priva di contenuto e la scelta del giudice è motivata.
- Per aumentare le probabilità di ottenere misure sostitutive, la difesa dovrebbe produrre documentazione probatoria sulle condizioni personali, sociali ed economiche e chiedere formalmente gli accertamenti o il rinvio dell'udienza.
- La presenza di precedenti e la reiterazione di condotte similari diminuiscono significativamente la probabilità che il giudice conceda misure alternative alla detenzione, a causa della considerazione della funzione di prevenzione speciale.
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