Cassazione Penale, Sentenza n. 31129/2025 del 16/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma in appello della condanna per lesioni (distacco del lobo dell'orecchio destro con esiti permanenti). Il ricorrente proponeva 14 motivi, lamentando principalmente: vizio nel nesso di causalità e nella valutazione delle prove tecnico-scientifiche (richiamo alle Sezioni Unite Franzese e al ruolo delle leggi statistiche), rilevanza dell'assenza di impronta dentaria e dell'uso del paradenti, criticità nella consulenza di parte (termine "incarceramento"), valutazione di ipotesi causali alternative (sfregamento, intervento di altri giocatori, orecchini), travisamento di risultanze fotografiche e video, valutazione delle dichiarazioni testimoniali e della persona offesa, omissioni relative al comportamento dell'arbitro e alla disponibilità dell'imputato a esami biometrici, e infine contestazione del diniego del beneficio della non menzione nel casellario.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi come inammissibili o manifestamente infondati, confermando nel merito la correttezza della valutazione del nesso causale, della credibilità della persona offesa e della compiuta valutazione del compendio probatorio (video, referti, consulenze, testimonianze). Ha richiamato i limiti dell'uso di leggi statistiche per stabilire causalità e ha ribadito la discrezionalità del giudice di merito nella valutazione della prova. Tuttavia il ricorso è stato accolto limitatamente al quattordicesimo motivo: la Corte ha ritenuto che il diniego del beneficio della non menzione (art. 175 c.p.) non fosse adeguatamente motivato secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; perciò ha annullato la sentenza quanto a quel punto e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Trieste per nuovo giudizio esclusivamente sul beneficio della non menzione. Nel resto il ricorso è rigettato e la condanna resta confermata.
Norme richiamate
art. 582 cod. pen.
Fattispecie di lesioni personali; norma fondativa dell'accusa per il distacco del lobo auricolare.
art. 583 codice penale, n.2
Comma relativo alle aggravanti/disciplinari applicate alla fattispecie di lesioni (richiamato nella imputazione).
art. 61 cod. pen., n.1
Riferimento alle circostanze aggravanti/attenuanti valutate in composizione con le attenuanti generiche; la sentenza ha considerato l'equivalenza delle attenuanti generiche all'aggravante contestata.
art. 40 cod. pen.
Principio del nesso causale; la Corte ha analizzato correttamente il nesso causa-effetto tra condotta (morso) ed evento (recisione del lobo) sulla base del criterio di elevata credibilità razionale, escludendo il ruolo decisivo di una legge statistica.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Prescrive la sintetizzazione dei motivi nel ricorso di cassazione; richiamato per la struttura del ricorso.
art. 192 cod. proc. pen.
Regole di valutazione della prova; la Corte ha ricordato i limiti di applicazione delle garanzie previste, specificando la valutazione della credibilità della persona offesa.
art. 603 cod. proc. pen.
Norma circa l'audizione della persona offesa; la Corte ha valorizzato l'esame della persona offesa in appello come elemento di riscontro probatorio.
art. 597, comma 1, cod. proc. pen.
Principio dell'effetto devolutivo dell'appello; la Corte ha spiegato i limiti dell'ambito devoluto al giudice di secondo grado.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione degli elementi che incidono sulla concessione di benefici; richiamato come criterio per valutare la non menzione.
art. 175 cod. pen.
Disciplina del beneficio della non menzione nel casellario giudiziale; la Corte ha ritenuto che la motivazione del diniego debba fondarsi sui criteri di cui all'art. 133 e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio su quel punto.
Massime di principio
- In tema di nesso causale penale il giudice valuta la relazione condotta-evento secondo il criterio dell'alto grado di credibilità razionale; le leggi statistiche non possono da sole determinare la causalità concreta.
- La valutazione della credibilità della persona offesa è principalmente un accertamento di merito: può reggere la condanna se adeguatamente motivata e riscontrata da elementi esterni (video, referti, testimonianze).
- I periti devono esprimere compatibilità tra condotta ipotizzata ed evento; l'assenza di percentuali numeriche non invalida il giudizio peritale se la motivazione è congrua e fondata su elemento concreti.
- Le ipotesi alternative (es. sfregamento, oggetti esterni) devono essere supportate da elementi fattuali concreti; mere congetture o rilievi apodittici risultano inefficaci in cassazione.
- Il giudice d'appello può adottare argomentazioni diverse da quelle del primo grado nel rispetto dell'ambito devoluto; ciò non configura sempre violazione del principio devolutivo se la decisione sulla parte dispositiva resta conforme.
- Il diniego di benefici come la "non menzione" deve essere motivato alla luce dei criteri di cui all'art. 133 c.p.; la sola considerazione della condotta processuale o la difesa attiva non può automaticamente escludere il beneficio senza adeguata motivazione.
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