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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40738/2023 del 06/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della sentenza irrevocabile di condanna del 15/06/2014 (poi divenuta irrevocabile) per il reato di cui agli artt. 110 cod. pen. e 73 DPR 9 ottobre 1990 n. 309. L'istante ha dedotto l'emersione di nuove prove ai sensi dell'art. 630, comma 1, lett. c) c.p.p., consistenti in consulenze foniche su intercettazioni del 22 dicembre 2011 (con contestata identificazione delle voci attribuite a Giuseppe e Salvatore Mancuso e possibile attribuzione invece a terzi), nella trascrizione di conversazioni tra Antonio Robertone e Massimo Rossetti (per dimostrare che l'appellativo "capo" si riferiva a Rossetti e non a Mancuso) e nei verbali di dichiarazioni rese ex art. 391 bis c.p.p. da Antonio e Damiano Robertone e dall'avv. Attilio Villa. La difesa sosteneva che tali nuovi elementi, singolarmente o congiuntamente, avrebbero potuto falsificare il quadro indiziario che aveva portato alla condanna di Mancuso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato. Ha confermato che la Corte di appello di Brescia aveva ammissibilmente ritenuto nuove e meritevoli di assunzione solo le dichiarazioni di Antonio e Damiano Robertone, ma le ha valutate inattendibili. Ha inoltre stabilito che le consulenze foniche e le trascrizioni richieste non costituivano prove nuove in senso tecnico o, comunque, non erano idonee a scalfire il consolidato quadro indiziario. La Cassazione ha quindi ritenuto corretta la rivalutazione complessiva operata dal giudice della revisione e ha respinto la domanda di revisione, mantenendo immutata la decisione di condanna di grado precedente.

Norme richiamate

  • art. 630 cod. proc. pen. lett. c)

    Disciplina la revisione per sopravvenienza di prove nuove rilevanti; la Corte ricorda che sono "nuove" anche prove non acquisite nel precedente giudizio purché non dichiarate inammissibili o superflue e che debbono essere idonee, da sole o congiuntamente, a ribaltare la condanna

  • art. 631 cod. proc. pen.

    Norme procedurali sulla revisione richiamate per la disciplina del procedimento e dei presupposti di ammissibilità; la Corte valuta la corretta applicazione dei criteri di ammissione delle prove

  • art. 636 cod. proc. pen.

    Previsione procedurale utilizzata dalla Corte territoriale per l'assunzione e la valutazione di determinate prove nel corso del giudizio di revisione

  • art. 391 bis cod. proc. pen.

    Regola l'acquisizione delle dichiarazioni rese da imputati o indagati in procedimenti connessi; i verbali prodotti sono stati valutati nel giudizio di revisione e ritenuti inattendibili dalla Corte territoriale

  • artt. 110 cod. pen. e 73 DPR 9 ottobre 1990 n. 309

    Norme sostanziali richiamate in relazione al reato per cui Mancuso era stato condannato: concorso in reato e normativa sugli stupefacenti; la sentenza di revisione conferma che il quadro indiziario relativo a tali fattispecie non è stato scalfito dalle nuove prove

Massime di principio

  • La revisione è uno strumento straordinario: per essere accolta occorrono elementi realmente "nuovi" e idonei, da soli o congiuntamente a quelli già acquisiti, a ribaltare la condanna irrevocabile
  • Non costituiscono prova nuova, in senso tecnico, elementi o interpretazioni delle stesse intercettazioni già disponibili nel processo originario; eventuali errori interpretativi dovrebbero essere dedotti nei gradi ordinari di impugnazione
  • Il giudice della revisione deve operare una valutazione unitaria e globale della tenuta del quadro indiziario alla luce dei novum; l'ammissione di singole prove non impone una riconsiderazione parziale: è necessaria la ricomposizione dell'insieme probatorio
  • Consulenze foniche che non consentano identificazioni con grado di certezza sufficiente hanno limitata efficacia se non accompagnate da altri elementi nuovi significativi
  • Le dichiarazioni di parti correlate (es. coindagati o parenti) assunte in sede di revisione sono valutate dal giudice anche sotto il profilo dell'attendibilità e della congruenza: se ritenute inattendibili non possono reggere l'istanza di revisione
  • La mancata produzione di una prova (ad esempio la dimostrazione che non vi fu pagamento di un difensore) può non essere decisiva se il quadro indiziario complessivo continua a spiegare logicamente le condotte contestate

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