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Sentenza

Sentenza n. 567/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500127

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva presentato domanda di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro stagionale e, prima che tale titolo gli fosse materialmente rilasciato, aveva presentato domanda di conversione in permesso per lavoro subordinato nella prima data utile prevista dal decreto flussi. La Prefettura aveva negato la conversione ritenendo necessario il possesso di un titolo di soggiorno stagionale in corso di validità al momento della domanda. Il ricorrente ha dedotto che fosse sufficiente la ricevuta della domanda di rilascio del permesso stagionale, richiamando l'art. 5, comma 9-bis, del d.lgs. 286/1998; che il ritardo nel rilascio del titolo fosse imputabile esclusivamente all'Amministrazione e non potesse pregiudicarlo; e che, secondo l'orientamento giurisprudenziale maggioritario, non fosse necessario il possesso di un titolo in corso di validità per chiedere la conversione. Ha inoltre chiesto la rimessione in termini per errore scusabile, poiché il provvedimento indicava quale giudice competente il tribunale ordinario. Nel corso del giudizio la Prefettura ha manifestato l'intenzione di revocare il diniego e di riattivare il procedimento, trasferendo la pratica alla Prefettura competente per la residenza; il ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito.

La decisione

Il Tribunale ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito i motivi relativi alla legittimità del diniego. Ha ritenuto vincolante la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, intervenuta prima della trattenuta della causa in decisione. In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il giudice amministrativo non può decidere d'ufficio il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire quando questa dichiari di non averne più. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda, considerando anche il comportamento processuale delle Amministrazioni e l'infondatezza del gravame come già rilevata nella fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 9-bis, d.lgs. 286/1998

    la disposizione consente al richiedente la conversione di soggiornare sul territorio nazionale e di prestare attività lavorativa nelle more del rilascio del titolo

    Il giudice, nella fase cautelare, ha ritenuto che la disposizione non consentisse di utilizzare la ricevuta della domanda di permesso stagionale per ottenere direttamente un diverso permesso di soggiorno, quale quello per lavoro subordinato.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    Richiamato insieme all'art. 84, comma 4, c.p.a. quale fondamento della possibilità di valutare l'inerzia della parte come elemento indicativo della sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al termine ultimo per il deposito della documentazione.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    Richiamato quale base per la valutazione processuale della dichiarazione o dell'inerzia della parte in ordine alla permanenza dell'interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse e non può decidere d'ufficio il merito della controversia.
  • Nel processo amministrativo vige, in assenza di contrarie richieste delle altre parti, un principio dispositivo in senso ampio: la parte ricorrente mantiene la disponibilità dell'azione fino alla decisione e può determinare l'esito processuale mediante una dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse.
  • La ricevuta della domanda di rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale, secondo la valutazione cautelare richiamata nella sentenza, non è di per sé sufficiente a ottenere la conversione in un diverso permesso per lavoro subordinato, poiché l'art. 5, comma 9-bis, del d.lgs. 286/1998 non prevede tale effetto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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