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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04888/2025 del 06/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La persona condannata, tramite difensore, ha proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli Nord quale giudice dell'esecuzione, che aveva respinto la domanda di applicazione della continuazione tra diversi reati di furto e truffa già definiti con sei sentenze. Secondo il ricorrente, il giudice avrebbe erroneamente escluso l'unicità del disegno criminoso nonostante l'omogeneità dei reati, la loro commissione in un arco temporale compreso tra il 2006 e il 2013 e la loro localizzazione nel Nord Italia, con particolare riferimento ad alcune truffe commesse tra il 16/12/2011 e il 19/04/2013. Deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che gli indici sintomatici della continuazione erano stati ignorati o sottovalutati.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse fornito una motivazione ampia e coerente sull'assenza di un unico disegno criminoso, valorizzando la notevole distanza temporale tra il primo e l'ultimo reato, la distanza di mesi tra i singoli episodi, la diversa localizzazione dei fatti e la diversa modalità esecutiva. La Corte ha inoltre osservato che il ricorrente, invece di confrontarsi con tali argomentazioni, aveva chiesto una nuova valutazione di merito dei medesimi elementi. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    norma implicita dell'istituto della continuazione in executivis, applicato dal giudice dell'esecuzione; la decisione ne ribadisce i presupposti sostanziali in linea con la giurisprudenza di legittimità

  • art. 81 c.p.

    richiamato implicitamente come base sostanziale dell'unicità del disegno criminoso e della continuazione tra reati

  • art. 616 c.p.p.

    fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione, anche in sede di esecuzione, richiede la verifica di concreti indici sintomatici dell'unicità del disegno criminoso; non basta la sola omogeneità dei reati o la ripetizione di condotte analoghe.
  • La contiguità spazio-temporale tra i reati è un indice rilevante, ma la sua carenza, specie in presenza di un ampio intervallo temporale tra il primo e l'ultimo fatto e di ulteriori intervalli significativi tra gli episodi, può escludere la programmata unitarietà originaria.
  • Per riconoscere la continuazione occorre accertare che, al momento del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle linee essenziali; se gli ulteriori fatti appaiono frutto di decisioni estemporanee, il beneficio non può essere concesso.
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del merito dei medesimi elementi già esaminati dal giudice dell'esecuzione, quando la motivazione impugnata sia sufficiente, logica e non manifestamente contraddittoria.
  • La mera localizzazione dei fatti nella medesima area geografica, senza ulteriori elementi specifici, non è di per sé sufficiente a dimostrare l'unicità del disegno criminoso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

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