Cassazione Penale, Sentenza n. 35251/2022 del 21/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza d'appello che lo aveva riconosciuto responsabile dei reati di bancarotta fraudolenta documentale e bancarotta semplice (per avere aggravato il dissesto della fallita EDILFLORENCE s.a.s.), contestando: 1) vizio di motivazione per argomentazione ritenuta eccessivamente sintetica e per mancata chiarificazione del tipo di dolo e della diligenza del curatore; 2) mancata assunzione di prova decisiva, deducendo che non sono state svolte indagini indicate dal curatore che avrebbero potuto individuare altre responsabilità e chiarire la dinamica del pregiudizio all'Erario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto carente la specificità delle censure e ha confermato che la motivazione della Corte territoriale (che aveva ribadito l'irregolare tenuta della contabilità, gli indici di fraudolenza e l'importanza del contratto di mantenimento) era congrua e sufficiente, compreso l'accertamento del dolo nella forma richiesta per bancarotta fraudolenta documentale. Sul secondo motivo ha ritenuto che il ricorrente non abbia indicato dati concreti la cui acquisizione avrebbe sicuramente determinato una diversa decisione, perciò la mancata assunzione di prove non è stata dimostrata come decisiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha inoltre osservato che l'inammissibilità del ricorso non consente di verificare la decorrenza della prescrizione del reato di bancarotta semplice.
Norme richiamate
Riferimento alla fattispecie di bancarotta fraudolenta documentale: la Corte ha richiamato che nella specie rileva il vizio per irregolare tenuta contabile e che la fattispecie richiede dolo (la giurisprudenza menzionata indica la presenza del dolo generico per l'ipotesi contestata).
Articolo citato come altro capo di imputazione ascritto al ricorrente; il ricorso non ha dedotto questioni specifiche efficaci su tale capo e la Cassazione lo giudica apodittico.
art. 219, comma 2, n. 1 legge fallimentare
Norma collegata alle aggravanti: la Corte d'appello aveva riconosciuto l'aggravante e compensato con le circostanze attenuanti generiche.
Citato in ordine alla qualifica del curatore come pubblico ufficiale nell'esercizio della sua funzione; la Corte ne ha considerato i doveri nell'ambito della ricostruzione contabile.
Richiamato dalla difesa in relazione ai presunti obblighi del curatore; la Corte ha ritenuto che le critiche sulla diligenza del curatore fossero generiche e non abbiano messo in luce omissioni rilevanti.
art. 606, comma 1, lett. e) codice di procedura penale
Norma che consente il ricorso per vizio di motivazione: la Cassazione ha ritenuto la censura priva di specificità quando non sono indicate in modo chiaro le parti della motivazione che si contesta.
art. 606, comma 1, lett. d) codice di procedura penale
Norma che consente il ricorso per mancata assunzione di prova decisiva: la Corte ha precisato che deve trattarsi di fatto certo il cui accertamento avrebbe sicuramente determinato diversa pronuncia; nel caso concreto le allegazioni erano ipotetiche e non hanno soddisfatto il criterio di decisività.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato come limite alla enunciazione dei motivi di ricorso per cassazione; il ricorso ha rispettato i limiti enunciativi ma la Corte ha valutato l'insufficiente specificità delle censure.
art. 616 codice di procedura penale
Norma che consente la condanna alle spese e ad una somma alla Cassa delle ammende per ricorso manifestamente infondato o inammissibile: la Corte ha condannato il ricorrente alla somma di euro 3.000,00 e alle spese processuali applicando questa disposizione.
Norme richiamate in relazione alla prescrizione (interruzione della prescrizione): la Corte ha osservato che l'inammissibilità del ricorso non consente di verificare la decorrenza del termine di prescrizione per il reato di bancarotta semplice.
Norma procedurale richiamata in ordine alla requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale; la Procura aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso sulla base degli argomenti esposti.
Massime di principio
- Per ottenere l'accoglimento di un motivo per vizio di motivazione in cassazione è necessario indicare con precisione quali passaggi della motivazione si ritengono carenti e perché tali carenze sono decisive; censure generiche o lamentele di sinteticità non sono sufficienti.
- La censura per mancata assunzione di prova decisiva richiede la puntuale indicazione di un fatto certo e della prova specifica non raccolta che, se acquisita, avrebbe certamente portato a diversa pronuncia; ipotesi generiche di indagini non svolte non sono idonee.
- Quando si contesta l'elemento soggettivo del reato (dolo generico vs. dolo specifico) occorre chiarire in che modo la motivazione ha errato nell'individuazione del tipo di dolo e proporre argomenti concreti che mettano in dubbio le conclusioni del giudice.
- Le critiche all'operato del curatore fallimentare devono essere supportate da elementi fattuali e probatori precisi (ad es. documenti o omissioni specifiche) per incidere sul giudizio di responsabilità del fallito o terzi; l'affermazione generica di scarsa diligenza non è sufficiente.
- La condanna alle spese e alla Cassa delle ammende può essere disposta quando il ricorso risulti manifestamente inammissibile o privo di fondamento per colpa del ricorrente: occorre valutare la serietà delle doglianze prima di proporre ricorso in cassazione.
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