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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17129/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente, già destinatario di quattro sentenze di condanna per reati di furto in abitazione, chiedeva in sede esecutiva l'unificazione in continuazione dei quattro episodi, commessi in diverse località della Sicilia tra l'11/04/2013 e il 12/03/2014. Il Tribunale di Catania, quale giudice dell'esecuzione, ha rigettato l'istanza ritenendo non dimostrata una preventiva ideazione unitaria, e ha valorizzato la mera reiterazione di condotte espressive della proclività del soggetto e della sua attitudine a cogliere occasioni estemporanee, oltre alla diversa collocazione geografica dei fatti. Con il ricorso per cassazione, il condannato ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 81 c.p. e all'art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., sostenendo che il diniego della continuazione fosse illogico e contraddittorio perché il giudice avrebbe preteso una prova diretta della preventiva ideazione unitaria, trascurando che essa poteva desumersi da elementi indiziari quali la vicinanza temporale, l'identità del bene giuridico leso e le modalità esecutive dei reati.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il provvedimento impugnato fosse sorretto da una motivazione coerente e che le censure difensive si risolvessero in contestazioni di merito, rivalutative e aspecifiche, prive di effettivo confronto con le ragioni poste a base del rigetto dell'istanza di continuazione. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 624-bis c.p.

    norma richiamata come titolo di reati già giudicati con quattro sentenze di condanna, rispetto ai quali si chiedeva la continuazione in executivis

  • art. 81 c.p.

    disciplina del reato continuato; la Corte conferma che la sua applicazione richiede la dimostrazione di una preventiva ideazione unitaria e non può essere desunta da una mera serialità di condotte estemporanee

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p.

    sono i vizi dedotti in ricorso, relativi a violazione di legge ed a vizio di motivazione

  • art. 616 c.p.p.

    fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità

Massime di principio

  • Nel giudizio di esecuzione, la richiesta di riconoscimento della continuazione tra reati già giudicati presuppone l'allegazione e la dimostrazione di elementi idonei a far emergere una preventiva ideazione unitaria, non essendo sufficiente la sola ripetizione di fatti analoghi.
  • La mera contiguità temporale, l'identità del bene giuridico offeso e la somiglianza delle modalità esecutive possono costituire indici valutabili, ma non impongono automaticamente il riconoscimento della continuazione se la motivazione del giudice evidenzia invece la serialità occasionale delle condotte.
  • In cassazione non sono ammissibili censure che si limitino a una rivalutazione del merito o a critiche generiche e non confrontate con la ratio decidendi del provvedimento impugnato.
  • Il rigetto dell'istanza di continuazione può essere confermato quando il giudice di merito valorizzi elementi sintomatici della mera abitualità criminale o della propensione del soggetto a cogliere opportunità estemporanee, in assenza di una piattaforma unitaria originaria.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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