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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41380/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di L'Aquila deduceva, in sostanza, censure contro la valutazione della gravità del fatto e contro il diniego delle attenuanti generiche, oltre che contro il mancato riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 385, comma 4, c.p. per il comportamento tenuto alla vista degli operanti. Venivano inoltre riproposte doglianze relative alla violazione del foglio di via obbligatorio emesso dal Questore. La Corte osserva che i motivi non si confrontano con la motivazione della decisione impugnata e che tendono a sollecitare un nuovo apprezzamento di merito, ritenuto non consentito in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua la motivazione della Corte di appello sulla gravità del fatto, sull'intensità del dolo e sulla consapevolezza dell'importanza di rispettare le prescrizioni del regime detentivo; ha giudicato generiche le censure sul diniego delle attenuanti generiche perché non si confrontavano con le ragioni indicate dal giudice di merito, basate su gravità, epoca, tipologia e numero dei precedenti penali; ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sull'attenuante di cui all'art. 385, comma 4, c.p., perché le doglianze non si misuravano con la ricostruzione del fatto operata in coerenza con le risultanze istruttorie; ha infine ritenuto reiterative e già confutate le censure sulla violazione del foglio di via. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 in favore della cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    L'attenuante prevista dal comma 4 viene richiamata come beneficio non riconoscibile quando la doglianza non si confronta con le concrete modalità del fatto, come ricostruite in base alle risultanze istruttorie.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili le censure che si limitino a contrapporre una diversa lettura del fatto e della prova rispetto a quella del giudice di merito, senza confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è insindacabile in cassazione quando il giudice di merito lo abbia motivato con riferimento a elementi concreti quali gravità del fatto, risalenza, natura e numero dei precedenti penali, e il ricorso si limiti a doglianze generiche.
  • L'attenuante speciale prevista per il comportamento tenuto alla vista degli operanti non è riconoscibile se la doglianza non si misura con la concreta ricostruzione della condotta e delle risultanze istruttorie.
  • Le doglianze meramente reiterative di questioni già esaminate e respinte con motivazione adeguata non superano il vaglio di ammissibilità del ricorso per cassazione.
  • All'inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEvasione
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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