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Cassazione Penale, Ordinanza n. 07390/2026 del 24/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il difensore del condannato ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza di Milano aveva rigettato la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale e dichiarato inammissibile la richiesta di detenzione domiciliare. Il ricorso riguardava solo il diniego dell'affidamento in prova e sosteneva che il Tribunale avesse deciso senza disporre di un programma di trattamento, sicché la mancata effettuazione di adeguati approfondimenti sulla personalità del detenuto avrebbe impedito di valorizzare gli elementi positivi emersi. La Corte rileva però che il Tribunale aveva espressamente dato atto dell'assenza del programma di trattamento per il breve tempo trascorso dall'ingresso in carcere, aveva comunque considerato gli elementi favorevoli ma li aveva ritenuti recessivi rispetto alla necessità di proseguire l'osservazione della personalità e di verificare l'eventuale bisogno di un percorso di cura per dipendenza da stupefacenti, anche in considerazione del recente rinvenimento di sostanza in possesso del detenuto in cella. Il ricorso, in sostanza, mirava a una diversa lettura del materiale fattuale già valutato dal giudice di sorveglianza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto corretta la decisione del Tribunale di sorveglianza, in quanto coerente con il principio per cui, prima di concedere misure alternative alla detenzione, il giudice di sorveglianza può legittimamente ritenere necessario un ulteriore periodo di osservazione e altri esperimenti premiali, anche quando siano emersi elementi positivi nel comportamento del detenuto, per verificare la capacità del soggetto di rispettare le prescrizioni connesse alla misura.

Norme richiamate

  • art. 94 ord. pen.

    non citato espressamente nel testo; il provvedimento riguarda l'affidamento in prova al servizio sociale come misura alternativa alla detenzione

  • art. 47 ord. pen.

    non citato espressamente nel testo; la Corte si riferisce in generale alla misura dell'affidamento in prova al servizio sociale

  • art. 47-ter ord. pen.

    non citato espressamente nel testo; il provvedimento riguarda anche la richiesta di detenzione domiciliare

  • art. 616 c.p.p.

    implicito nella condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito di declaratoria di inammissibilità

Massime di principio

  • In tema di misure alternative alla detenzione, il Tribunale di sorveglianza può legittimamente negare l'ammissione quando ritenga ancora necessario un ulteriore periodo di osservazione della personalità del condannato, anche se siano emersi elementi positivi nel suo comportamento.
  • L'assenza del programma di trattamento, ove dipendente dal breve tempo trascorso dall'ingresso in carcere, non rende di per sé illegittimo il diniego della misura se il giudice abbia comunque svolto una valutazione complessiva della situazione personale e trattamentale del detenuto.
  • È inammissibile il ricorso per cassazione che, sotto la veste di denuncia di vizio motivazionale, miri soltanto a ottenere una rivalutazione del merito e una lettura alternativa degli elementi di fatto già apprezzati dal giudice di sorveglianza.
  • Quando il giudice di sorveglianza ritenga necessario verificare un eventuale percorso di cura per dipendenza da stupefacenti e il comportamento intramurario mostri recenti criticità, il rinvio dell'accesso alla misura alternativa può essere giustificato dalla necessità di completare l'osservazione trattamentale.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

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