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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18166/2023 del 26/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società di servizi)

La controversia

Una società a totale partecipazione pubblica, affidataria del servizio idrico integrato in provincia di Bergamo, ha proposto regolamento di competenza avverso l’ordinanza del Tribunale di Bergamo che aveva ritenuto la propria competenza per valore in una causa promossa da ventotto utenti. Gli attori, con un unico atto di citazione, avevano chiesto di accertare la presunta illegittimità della voce di bolletta denominata "conguaglio" e di ottenere la restituzione delle somme indebitamente richieste, prospettando la domanda anche come arricchimento senza causa ex art. 2041 c.c. La società sosteneva che la competenza andasse determinata sul valore della singola domanda di ciascun utente, non sulla somma delle pretese, poiché si trattava di cause autonome e scindibili, proposte in litisconsorzio facoltativo attivo. Denunciava quindi la violazione degli artt. 7 e 10 c.p.c. e l’erronea individuazione del giudice competente per valore. Il Procuratore generale ha chiesto l’accoglimento del ricorso.

La decisione

La Corte ha accolto il regolamento di competenza. Ha affermato che, quando più soggetti propongono distinte domande contro lo stesso convenuto in base a titoli autonomi, pur se della stessa natura, si è in presenza di litisconsorzio facoltativo attivo e non trova applicazione il criterio di cumulo previsto dall’art. 10, comma 2, c.p.c. per il cumulo oggettivo. La competenza per valore deve quindi essere determinata autonomamente con riferimento a ciascuna singola domanda, senza sommare i valori delle varie pretese. In applicazione di tale principio, la Corte ha dichiarato la competenza del Giudice di pace di Bergamo, dinanzi al quale la causa doveva proseguire.

Norme richiamate

  • art. 2041 c.c.

    Richiamato dagli attori per qualificare la pretesa restitutoria come azione di arricchimento senza causa; la Corte non si sofferma sulla fondatezza sostanziale della domanda, ma sul criterio di determinazione della competenza.

  • art. 7 c.p.c.

    Norma evocata nel motivo di ricorso per contestare l’individuazione del giudice competente per valore.

  • art. 10, comma 2, c.p.c.

    Si riferisce al cumulo oggettivo di domande tra le stesse parti; non è applicabile al litisconsorzio facoltativo attivo con domande autonome proposte da diversi attori contro lo stesso convenuto.

  • art. 103 c.p.c.

    Richiamato per qualificare la situazione come litisconsorzio facoltativo attivo, caratterizzato da domande autonome di più soggetti contro il medesimo convenuto.

  • art. 104 c.p.c.

    È la norma che richiama il secondo comma dell’art. 10 c.p.c. per il cumulo oggettivo; la Corte la utilizza per distinguere tale ipotesi dal litisconsorzio facoltativo.

Massime di principio

  • Nel litisconsorzio facoltativo attivo, quando più soggetti propongono domande autonome contro un medesimo convenuto in forza di titoli distinti, la competenza per valore si determina separatamente per ciascuna domanda e non mediante la sommatoria dei valori.
  • Il cumulo di cui all’art. 10, comma 2, c.p.c. opera solo nel cumulo oggettivo di domande tra le stesse parti, non quando le domande siano introdotte da diversi attori contro lo stesso convenuto.
  • La mera proposizione congiunta in un unico atto di più azioni autonome, per ragioni di economia processuale, non altera il valore della singola controversia ai fini della competenza.
  • Quando le pretese di più attori sono fondate su rapporti individuali e autonomi, il giudice competente va individuato in base al valore della singola domanda di ciascun attore.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso civile
IstitutiLitisconsorzio necessarioOnere della prova

Testo integrale

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