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Cassazione Penale, Ordinanza n. 37648/2025 del 18/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato era stato condannato in primo grado, all'esito di giudizio abbreviato, per rapina aggravata commessa il 15 agosto 2022; la Corte d'appello di Firenze aveva confermato la decisione. Con il ricorso per cassazione, il difensore deduceva un unico motivo ex art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., lamentando violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del risarcimento del danno di cui all'art. 62 n. 6 c.p. Sosteneva che l'imputato, dopo avere ammesso gli addebiti, aveva indicato prima dell'apertura del giudizio il luogo in cui aveva occultato i beni sottratti, consentendone il rinvenimento e la restituzione alla persona offesa. Aggiungeva che non sarebbe corretto escludere l'integrale riparazione solo perché il reato sarebbe plurioffensivo, poiché non era stato provato alcun ulteriore danno e la persona offesa non si era costituita parte civile.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato. Ha richiamato il principio secondo cui, per l'attenuante del risarcimento del danno ex art. 62, primo comma, n. 6, c.p., il ristoro deve essere integrale, comprendendo sia il danno patrimoniale sia quello morale, e la valutazione della congruità è rimessa al giudice di merito. Ha osservato che la Corte d'appello aveva motivato in modo congruo e non illogico il mancato riconoscimento dell'attenuante, evidenziando che non vi era stato alcun ristoro del danno morale e che la mera restituzione dei beni non compensava il valore economico del loro danneggiamento. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    Norma incriminatrice della rapina, richiamata insieme all'aggravante contestata nel giudizio di merito.

  • art. 61 n. 5 c.p.

    Aggravante contestata nel capo di imputazione per il reato di rapina.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Censura dedotta in cassazione per violazione di legge.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Censura dedotta in cassazione per vizio di motivazione.

  • art. 62 n. 6 c.p.

    Circostanza attenuante del risarcimento del danno; la Corte ribadisce che richiede un ristoro integrale, comprensivo del danno patrimoniale e morale, e che la sua congruità è apprezzata dal giudice.

  • art. 62, primo comma, n. 6, c.p.

    Richiamato nei principi giurisprudenziali citati per affermare che il risarcimento deve essere integrale e che il giudice può valutare la congruità del ristoro.

Massime di principio

  • Per il riconoscimento dell'attenuante del risarcimento del danno ex art. 62, n. 6, c.p. non basta una restituzione materiale del bene o un ristoro parziale: il danno deve risultare integralmente risarcito, includendo anche il profilo morale.
  • La valutazione sulla congruità e sull'integralità del risarcimento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione congrua e non illogica.
  • La mera dichiarazione satisfattiva della persona offesa non vincola il giudice, che può disattenderla con adeguata motivazione ove ritenga non integrale il risarcimento.
  • In presenza di una motivazione che escluda il ristoro del danno morale o di ulteriori profili di pregiudizio, il mancato riconoscimento dell'attenuante ex art. 62, n. 6, c.p. è conforme a diritto.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioniCircostanze del reato
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale

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