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Sentenza

Sentenza n. 12431/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento del decreto del Ministero dell'Interno 11.01.2022, comunicato in data 11.02.2022, di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza K10/704045.

Giustizia amministrativa202204114

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per valutazione negativa di elementi pregiudizievoli riferiti al richiedente e al coniuge

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, che aveva presentato nel 2017 istanza di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992, ha impugnato il decreto ministeriale di rigetto deducendo difetto di istruttoria e di motivazione. Il diniego era fondato su informative della Questura relative a due deferimenti penali del richiedente, per falsa attestazione a un pubblico ufficiale e inosservanza di provvedimenti dell'autorità, nonché sulla condanna patteggiata del coniuge per furto aggravato. Il ricorrente aveva inoltre contestato, in sostanza, la rilevanza di fatti risalenti e non ricompresi nel periodo di osservazione. L'Amministrazione aveva previamente comunicato il preavviso di diniego ai sensi dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990, ritenendo non utili le osservazioni presentate.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha qualificato la concessione della cittadinanza per residenza come esercizio di amplissima discrezionalità amministrativa e atto di alta amministrazione, non riconducibile a un diritto automatico dello straniero in presenza dei requisiti formali. Il controllo giudiziale resta estrinseco e riguarda la sufficienza dell'istruttoria, la veridicità dei fatti, nonché la logicità, coerenza e ragionevolezza della motivazione, senza estendersi al merito della valutazione ministeriale. Nel caso concreto, il Ministero aveva legittimamente considerato i precedenti e deferimenti riferibili al richiedente e la condanna del coniuge, quali elementi idonei a incidere sul giudizio complessivo di integrazione, irreprensibilità e affidabilità del nucleo familiare. La rilevanza della condotta del coniuge è stata ritenuta giustificata dalla comunione di vita matrimoniale e dai possibili riflessi della cittadinanza sul coniuge stesso. Il mero decorso del tempo, anche ultradecennale, non esclude automaticamente la rilevanza dei fatti, poiché la valutazione amministrativa opera su un piano autonomo rispetto alla responsabilità penale. Il diniego è stato ritenuto proporzionato e ragionevole anche perché non preclusivo in via definitiva: l'interessato potrà ripresentare l'istanza dopo un periodo di osservazione decennale privo di ulteriori elementi pregiudizievoli. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

    la cittadinanza italiana “può” essere concessa allo straniero che risieda legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica

    La residenza decennale costituisce un presupposto per proporre la domanda, ma non attribuisce un diritto automatico alla cittadinanza; la concessione resta subordinata a un'ampia valutazione discrezionale dell'integrazione e dell'affidabilità del richiedente.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di diniego consente all'interessato di presentare osservazioni prima dell'adozione del provvedimento definitivo; nel caso concreto le osservazioni sono state ritenute non idonee a modificare la valutazione negativa.

  • art. 5 l. 91/1992

    La possibile successiva acquisizione della cittadinanza da parte del coniuge è stata considerata tra i riflessi della concessione sul nucleo familiare e, quindi, tra gli elementi che possono giustificare la valutazione della condotta del coniuge.

  • art. 495 c.p.

    Il deferimento per falsa attestazione a un pubblico ufficiale è stato considerato elemento pregiudizievole nell'ambito della valutazione complessiva dell'affidabilità e dell'integrazione del richiedente.

  • art. 650 c.p.

    Il deferimento per inosservanza di provvedimenti dell'autorità è stato considerato elemento rilevante nella valutazione amministrativa complessiva.

  • art. 624 c.p.

    La condanna del coniuge per furto aggravato è stata ritenuta elemento valutabile nell'apprezzamento dell'integrazione e dell'affidabilità del nucleo familiare.

Massime di principio

  • La concessione della cittadinanza italiana per residenza ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992 non costituisce un diritto automatico in presenza della residenza decennale, ma un provvedimento di ampia discrezionalità amministrativa fondato sulla valutazione dell'integrazione, della condotta morale e civile e dell'attitudine del richiedente a rispettare i doveri derivanti dall'appartenenza alla comunità nazionale.
  • Il sindacato del giudice sul diniego di cittadinanza resta estrinseco e riguarda la sufficienza dell'istruttoria, la veridicità dei fatti e la logicità, coerenza e ragionevolezza della motivazione, senza estendersi al merito della ponderazione amministrativa.
  • Nella valutazione discrezionale della domanda di cittadinanza possono essere considerati anche fatti penalmente rilevanti riferiti al coniuge o ad altri componenti del nucleo familiare, senza che ciò integri responsabilità per fatto altrui, quando tali elementi siano utilizzati come indici del complessivo livello di integrazione e affidabilità del richiedente e del nucleo familiare.
  • Il mero decorso del tempo, anche superiore a dieci anni, non elimina automaticamente la rilevanza amministrativa di condotte riprovevoli, poiché la valutazione dell'integrazione e dell'idoneità alla cittadinanza è autonoma rispetto all'accertamento della responsabilità penale.
  • Il diniego di cittadinanza può essere ritenuto proporzionato e ragionevole quando non abbia carattere definitivamente preclusivo e consenta la riproposizione dell'istanza dopo un periodo di osservazione privo di ulteriori elementi pregiudizievoli.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePrincipi di precauzione e prevenzione

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