Cassazione Civile, Ordinanza n. 28700/2021 del 18/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di liquidazione con cui l'Ufficio aveva richiesto imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale, riqualificando come cessione di azienda l'operazione con cui tutti i soci di una società operante nel settore viaggi avevano ceduto contestualmente il 100% delle quote a un'altra società. I contribuenti avevano impugnato l'atto sostenendo che si trattasse di mera cessione di partecipazioni. La CTR, nel giudizio riassunto dopo precedente cassazione con rinvio, aveva annullato l'avviso ritenendo decisivo che la società acquirente svolgesse attività di holding e non attività commerciale, che non avesse manager o dipendenti dedicati all'attività operativa della società target e che i dipendenti di quest'ultima fossero rimasti immutati. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 20 D.P.R. 131/1986 e dell'art. 384 c.p.c.: ha sostenuto che la CTR non si sarebbe uniformata al principio di diritto già enunciato dalla Cassazione, avendo valutato elementi reputati irrilevanti e avendo esaminato atomisticamente le cessioni di quote anziché verificare se l'operazione, complessivamente considerata, avesse realizzato il trasferimento del potere di godimento e disposizione dell'azienda.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il motivo. Ha richiamato il vincolo del principio di diritto posto dalla precedente decisione rescindente e ha osservato che, nel frattempo, è intervenuto lo ius superveniens dell'art. 20 D.P.R. 131/1986 come modificato dalla L. 145/2018, interpretata come norma di natura sostanzialmente interpretativa e retroattiva. Secondo il testo vigente, ai fini dell'imposta di registro l'interpretazione dell'atto è confinata agli elementi desumibili dall'atto medesimo, senza poter considerare elementi extratestuali o atti collegati. Per questo la Corte ha ritenuto che, in relazione ai fatti già accertati, non fosse consentita l'impostazione originaria dell'Ufficio; ha quindi confermato il rigetto dell'appello dell'Agenzia, ma per una ragione diversa da quella indicata dalla CTR. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate per la sopravvenienza normativa e per le decisioni della Corte costituzionale richiamate in motivazione.
Norme richiamate
art. 20 D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131
"l'imposta è applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici dell'atto presentato alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente sulla base degli elementi desumibili dall'atto medesimo, prescindendo da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati, salvo quanto disposto dagli articoli successivi"
nel testo vigente richiamato dalla Corte, l'interpretazione dell'atto ai fini dell'imposta di registro è limitata agli elementi oggettivi, univoci e chiaramente desumibili dall'atto, con esclusione degli elementi extratestuali e degli atti collegati; la modifica è stata letta come ius superveniens con effetto retroattivo
il principio di diritto enunciato dalla Cassazione vincola il giudice di rinvio e preclude di rimettere in discussione questioni di fatto o di diritto già presupposte dalla precedente decisione; il vincolo viene meno solo in presenza di ius superveniens o declaratoria di illegittimità costituzionale
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
norma processuale invocata come parametro del motivo di ricorso per violazione di legge
L. 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 1084
ha modificato l'art. 20 del TUR, e la Corte lo considera applicabile alla fattispecie come ius superveniens
ordinanze Corte costituzionale n. 158/2020 e n. 39/2021
richiamate per affermare che le questioni di legittimità costituzionale sulla nuova formulazione dell'art. 20 sono state respinte
Massime di principio
- Nel giudizio di rinvio, il giudice di merito deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione e non può rimettere in discussione le premesse logico-giuridiche della decisione rescindente, salvo sopravvenienze normative o costituzionali rilevanti.
- In materia di imposta di registro, la qualificazione dell'atto deve avvenire secondo il testo vigente dell'art. 20 TUR, che limita l'interpretazione agli elementi desumibili dall'atto registrato e non consente di valorizzare elementi extratestuali o atti collegati.
- Quando interviene uno ius superveniens interpretativo in corso di causa, la Corte deve applicare la disciplina sopravvenuta ai fatti già accertati, se essa è destinata a incidere sulla regola di giudizio della controversia.
- Se la disciplina sopravvenuta esclude il ricorso a valutazioni extratestuali, resta preclusa la riqualificazione dell'operazione sulla base di elementi fattuali non emergenti dall'atto registrato.
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