Cassazione Penale, Sentenza n. 45982/2022 del 05/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha chiesto la revocazione della confisca di due immobili ai sensi dell'art. 28 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, sostenendo di aver scoperto prove nuove e decisive: le sommarie informazioni rese dalla madre Antonia De Mattia e numerose bollette di utenze (luce e acqua) che, secondo la ricorrente, dimostrerebbero la capacita di risparmio dei genitori e la corresponsione di somme finalizzate all'acquisto degli immobili. La Corte di appello ha rigettato l'istanza ritenendo che le prove dedotte non siano nuove ma comunque deducibili con ordinaria diligenza nel giudizio di prevenzione e che esse non posseggono il requisito di decisivita. La Corte di cassazione ha condiviso l'applicazione del principio stabilito dalle Sezioni Unite secondo cui prova nuova e quella sopravvenuta o quella preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo la conclusione del procedimento; non costituisce prova nuova quella che poteva essere dedotta nel procedimento originario salvo impossibilita per forza maggiore. Inoltre la Suprema Corte ha osservato la carenza di autosufficienza del ricorso per la mancata allegazione in cassazione delle bollette e la genericita delle censure rispetto all'incidenza delle stesse sulle valutazioni del giudice di prevenzione.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato come infondato. La Corte ha ritenuto che le documentazioni e le sommarie informazioni allegate non costituiscono prove nuove e decisive ai sensi dell'art. 28 d.lgs. 159/2011 poiché avrebbero potuto essere acquisite con ordinaria diligenza nel procedimento originario e non è stata dimostrata un'impedimento di forza maggiore. Il ricorso è inoltre risultat o carente di autosufficienza per la mancata allegazione delle bollette in sede di gravame. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, primo periodo, c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 28
La prova nuova ai fini della revocazione puo essere quella sopravvenuta dopo il procedimento o quella preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo la sua conclusione; non rientra la prova che era deducibile e non dedotta nel procedimento originario salvo che l'interessato dimostri l'impossibilita di tempestiva deduzione per causa di forza maggiore
codice di procedura penale, art. 616
Disciplina la condanna alle spese processuali a carico della parte soccombente
Sezioni Unite, udienza 26 maggio 2022
Orientamento nomofilattico che chiarisce il concetto di prova nuova nella materia della confisca di prevenzione, come richiamato e applicato dalla Corte
disposizioni attuative codice di procedura penale, art. 173, comma 1
Consente l'enunciazione unitaria dei motivi nei limiti necessari per la decisione di legittimita
Massime di principio
- Per ottenere la revocazione ex art. 28 d.lgs. 159/2011 la prova deve essere realmente nuova o preesistente ma incolpevolmente scoperta; non sono ammesse prove che potevano essere ottenute con ordinaria diligenza nel giudizio originario salvo forza maggiore
- In cassazione i motivi devono essere autosufficienti: vanno allegate le prove documentali rilevanti; la mancata produzione rende il motivo generico e puo determinare l'inammissibilita o il rigetto
- Documenti quali bollette hanno valore probatorio solo se contestualizzati (epoca, continuita, relazione diretta con la capacita di risparmio) e se idonei a incidere in modo decisivo sulle valutazioni gia compiute dal giudice di prevenzione
- La semplice contestazione tardiva dell'esito del procedimento originario non e sufficiente a giustificare la revocazione; occorre dimostrare la novita e la decisivita della prova
- Il rigetto della revocazione comporta, salvo diversa valutazione, condanna alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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