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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03580/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la sua responsabilità per detenzione di sostanza stupefacente, sostenendo che la droga fosse destinata a uso personale. Nel ricorso ha quindi chiesto una diversa valutazione del materiale probatorio. La Corte di cassazione rileva però che le doglianze si limitavano a riproporre argomenti di merito e a frammentare i singoli indici probatori, senza confrontarsi con la valutazione complessiva compiuta dal giudice di merito. In particolare, la sentenza impugnata aveva valorizzato: il quantitativo complessivo di sostanza, sufficiente alla preparazione di circa 339 dosi, rinvenuto addosso alla ricorrente e lungo la pubblica via; l'assenza di cartine utilizzabili per l'uso diretto; la presenza in casa di un ulteriore involucro con un piccolo quantitativo di stupefacente, insieme a cellophane compatibile per confezionamento; la disponibilità di un bilancino, seppur senza batteria al momento della perquisizione. Secondo la Corte, tali elementi erano nel loro insieme coerenti con la destinazione allo spaccio e il ricorso non evidenziava alcuna reale frattura logica della motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondata la censura sulla destinazione della droga, osservando che la difesa mirava soltanto a ottenere una nuova valutazione di merito e non individuava un vizio logico decisivo nella motivazione della sentenza di appello. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    La detenzione di sostanza stupefacente è stata valutata come compatibile con la finalità di spaccio sulla base di indici fattuali complessivi, nonostante la difesa sostenga l'uso personale.

  • art. 616 c.p.p.

    A seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una nuova valutazione del merito, soprattutto quando la censura si limiti a contrapporre una lettura alternativa degli elementi di prova.
  • La destinazione a fini di spaccio di sostanza stupefacente può essere desunta dalla valutazione complessiva di plurimi indici sintomatici, quali il quantitativo detenuto, le modalità di occultamento, l'assenza di strumenti coerenti con l'uso personale e la presenza di materiali da confezionamento o di bilance.
  • La critica alla motivazione è efficace solo se individua una reale e decisiva frattura logica nel ragionamento del giudice di merito; la mera parcellizzazione dei singoli elementi probatori non è sufficiente.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in presenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione, al versamento della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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