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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 121/2022 del 05/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali (artt. 48 e 479 c.p.), articolando cinque motivi: 1) nullità della notifica del decreto di citazione in appello per avvenuta notifica a domicilio ormai non più aggiornato; 2) incompetenza territoriale della autorità giudiziaria di Milano; 3) censura sulla configurabilità e sulla possibile assorbimento del reato di sostituzione di persona rispetto alle fattispecie di cui agli artt. 48-479 c.p., nonché sulla mancata acquisizione materiale dell'autovettura e sulla modalità di operare tramite e-mail; 4) vizio di qualificazione della condotta come falso ideologico, richiamando il principio del cosiddetto "falso in fotocopia" e sostenendo che i pubblici ufficiali non sarebbero stati ingannati ma avrebbero formato atti ideologicamente falsi per propria inerzia; 5) vizi nella commisurazione della pena e mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto fondato che la notifica della citazione in appello fosse corretta, essendo il domicilio dichiarato dall'imputato Castelvolturno via Modena 56 ai sensi dell'art. 161 c.p.p. Le restanti censure sono state giudicate generiche e riproposizioni di questioni già valutate in appello: l'eccezione di incompetenza territoriale è tardiva, le ragioni sul reato di sostituzione di persona sono infondate poiché tale reato non è automaticamente assorbito quando si tratta di fatti distinti e la sostituzione può avvenire anche a distanza; la qualificazione dei fatti come falsità ideologica (art. 479 c.p.) con imputazione ex art. 48 c.p. è corretta perché i pubblici ufficiali hanno formato atti pubblici autonomi inducendo falsità ideologica a loro carico ma imputabile a chi li ha indotti; le doglianze sulla pena e sull'attenuante sono generiche. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 494 cod. pen.

    Reato di sostituzione di persona: richiede la volontà di procurarsi un vantaggio e può essere integrato anche se la sostituzione avviene a distanza; non è automaticamente assorbito da altre fattispecie quando i fatti sono distinti e plurimi.

  • art. 48 cod. pen.

    Attribuisce responsabilità a chi induce un terzo a commettere un reato o un atto falso; applicata congiuntamente all'art. 479 per responsabilizzare l'autore dell'inganno quando il pubblico ufficiale ha formato l'atto falso senza dolo.

  • art. 479 cod. pen.

    Falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale: la Corte ha ritenuto che la carta di circolazione e il certificato di proprietà siano atti pubblici e che la falsità ideologica dei pubblici ufficiali, causata dall'inganno del privato, sia imputabile a quest'ultimo via art. 48.

  • art. 161 cod. proc. pen.

    La dichiarazione di domicilio fatta dall'imputato vincola la procedura delle notificazioni; la notifica effettuata ai sensi del comma 4 è corretta se risultano accertate le circostanze di cui alla norma.

  • art. 601 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla nullità della notificazione; la Corte ha ritenuto infondato il vizio stante la dichiarazione di domicilio dell'imputato.

  • art. 491 cod. proc. pen.

    L'eccezione di incompetenza per territorio deve essere proposta nei termini prescritti; se sollevata tardivamente è inammissibile.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Limita i motivi di ricorso in Cassazione; molte censure del ricorrente sono state ritenute generiche e non adeguatamente specificate ai sensi di questa disposizione.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Circostanza attenuante per danno di speciale tenuità: richiede specificazione concreta rispetto ai reati contestati; censura generica non è sufficiente per ottenere il riconoscimento.

  • legge n. 547 del 1993

    Richiamata dal ricorrente in relazione all'ipotesi che l'operare tramite e-mail costituisca crimine informatico; la Corte osserva che l'uso di e-mail non configura automaticamente fattispecie previste dalla legge sui crimini informatici.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 13328 del 17/02/2015 (Scarano)

    Richiamata per il principio che la sostituzione di persona è assorbita in altra fattispecie solo se si tratta di un unico fatto riconducibile ad entrambe le norme; in presenza di pluralità di azioni si ha concorso materiale.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 21292 del 19/04/2007 (Cottard)

    Conferma la natura di atto pubblico della carta di circolazione e supporta la configurabilità della falsità ideologica dell'atto pubblico rilasciato dal funzionario indotto in errore.

Massime di principio

  • La notifica al domicilio dichiarato dall'imputato vale se formalmente risultante dagli atti: chi ha indicato un domicilio non può disconoscerlo per invalidare le notifiche posteriori.
  • Le eccezioni di incompetenza territoriale devono essere sollevate tempestivamente secondo i termini di legge; se tardive sono inammissibili.
  • Il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) può sussistere anche se la sostituzione avviene a distanza e non richiede il conseguimento effettivo del vantaggio; non è automaticamente assorbito quando le condotte sono distinte.
  • Quando un privato induce un pubblico ufficiale a redigere un atto pubblico falso tramite una dichiarazione ingannevole, la falsità ideologica dell'atto è imputabile anche all'autore dell'inganno tramite art. 48 c.p.: non conta che il pubblico ufficiale abbia materialmente redatto l'atto, se è stato tratto in errore.
  • Il richiamo al concetto di "falso in fotocopia" non esclude la responsabilità penale se il documento falso ha determinato la formazione di autonomi atti pubblici falsi da parte dei funzionari.
  • Per ottenere il riconoscimento di attenuanti (es. danno di speciale tenuità) o per contestare la commisurazione della pena occorrono censure specifiche e concrete riferite ai singoli reati; affermazioni generiche sono inefficaci in Cassazione.

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