Cassazione Penale, Sentenza n. 47387/2024 del 23/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che revocava la sospensione condizionale della pena e negava la declaratoria di estinzione per prescrizione della pena relativa alla sentenza n. 17/99 della Pretura di Nola (definitiva il 13/04/1999). Pur non contestando la revoca della sospensione né l'indulto, Pagano chiedeva che la pena fosse dichiarata estinta per prescrizione: il Tribunale aveva fatto decorrere correttamente il termine decennale dal passaggio in giudicato della sentenza che ha determinato la revoca, ma aveva ritenuto operativa la causa ostativa dell'ultimo comma dell'art. 172 c.p. in quanto il ricorrente aveva riportato, nel periodo, altra condanna. Il ricorso censurava l'omessa valutazione circa la "identità di indole" fra i reati (la successiva condanna per violazione del DPR 309/90 vs la precedente per omicidio colposo), necessaria perché l'ulteriore condanna possa impedire l'estinzione.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il giudice dell'esecuzione ha omesso di valutare se la successiva condanna fosse per reato della "stessa indole" ai sensi dell'art. 172 c.p. La Corte ha richiamato l'art. 101 c.p. e la giurisprudenza che definisce la nozione di "stessa indole" in termini di omogeneità oggettiva (bene tutelato, modalità esecutive) o soggettiva (motivi del delitto). Poiché il Tribunale si era limitato a constatare l'esistenza della successiva condanna senza svolgere l'analisi richiesta, l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Milano per nuovo giudizio con motivata valutazione sull'identità di indole.
Norme richiamate
L'ultimo comma prevede una causa ostativa all'estinzione della pena per prescrizione qualora, nel periodo utile a maturare la prescrizione, il condannato abbia riportato una pena detentiva per reato della "stessa indole"; tuttavia perché l'ostativo produca effetti è necessario verificare l'identità di indole, non bastando la mera successive condanna.
Serve come parametro per determinare la nozione di "stessa indole": ricorre identità di indole non solo quando i reati violano la stessa disposizione, ma anche quando presentano omogeneità oggettiva (bene tutelato, modalità esecutive) o soggettiva (motivi a delinquere).
DPR 309/90 (normativa stupefacenti)
Citato come norma oggetto della successiva condanna del ricorrente; la valutazione del diverso ambito normativo contribuisce all'analisi sull'eventuale differente indole rispetto alla precedente condanna (omicidio colposo).
Riferito al beneficio di cui il Tribunale aveva disposto la revoca; menzionato nel provvedimento impugnato ma non centrale nella decisione di annullamento, che verte sulla corretta applicazione dell'art. 172 c.p.
Massime di principio
- Per impedire la declaratoria di estinzione della pena ai sensi dell'art. 172, ultimo comma, non è sufficiente la mera esistenza di una successiva condanna: occorre che tale condanna sia per reato della "stessa indole".
- La nozione di "stessa indole" va valutata con riferimento all'art. 101 c.p.: si considerano l'omogeneità oggettiva (bene giuridico tutelato, modalità esecutive) e soggettiva (motivi che hanno determinato l'azione).
- Quando la revoca di un beneficio (es. sospensione condizionale) determina l'inizio del termine prescrizionale, il decorso decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che ha prodotto la revoca.
- Il giudice deve motivare esplicitamente la verifica sull'identità di indole; l'omessa valutazione comporta l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo esame.
- In situazioni concrete, se la successiva condanna riguarda un ambito materiale diverso (es. reati contro la salute pubblica/ stupefacenti vs omicidio colposo), è possibile che non ricorra la "stessa indole" e quindi che la pena debba essere dichiarata estinta per prescrizione, salvo specifica valutazione contraria motivata dal giudice.
- In sede di nuovo giudizio il giudice dell'esecuzione dovrà comparare i profili oggettivi e soggettivi delle fattispecie coinvolte e motivare la conclusione sulla identità o meno dell'indole.
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