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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47746/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso mirava a contestare l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza dell'Aquila che aveva annullato una sanzione disciplinare (10 giorni di EAC) inflitta dal Consiglio di disciplina il 3/11/2015 per un rapporto del 24/10/2015. Il Ministero deduceva violazione di legge, in particolare dell'art. 69, comma 6, lett. a) della L. n. 354/1975 in relazione all'art. 81 del DPR n. 230/2000, sostenendo che la contestazione dell'addebito era avvenuta nei termini di legge e che il detenuto aveva partecipato alla seduta del Consiglio di disciplina con piena conoscenza dell'addebito; pertanto il Tribunale avrebbe errato nel ritenere che fosse stato leso il diritto di difesa per mancato congruo termine per preparare le discolpe.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Ministero in parte: ha annullato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza e ha rinviato il procedimento al Tribunale di sorveglianza dell'Aquila per un nuovo giudizio. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, nei procedimenti disciplinari penitenziari, le nullità possono essere sanate se il detenuto non eccepisce immediatamente la violazione e se è stato messo in condizione di difendersi pienamente e consapevolmente nel merito. Tuttavia ha rilevato che il provvedimento impugnato non chiariva se il detenuto avesse eccepito la carenza del termine per preparare la difesa al momento della contestazione; perciò ha disposto il rinvio per accertare se vi sia stata sanatoria o se il diritto di difesa sia stato effettivamente pregiudicato.

Norme richiamate

  • Legge n. 354 del 1975

    art. 69, comma 6, lett. a)

    Norma richiamata dal ricorrente per contestare l'ordinanza di annullamento della sanzione disciplinare; concerne le materie relative alla disciplina dell'esecuzione penale e alle garanzie procedurali nella irrogazione delle sanzioni disciplinari.

  • DPR n. 230 del 2000 (Regolamento di esecuzione)

    Regola i termini e le modalità di contestazione dell'addebito disciplinare. La questione centrale era se la contestazione, anche se non esclusivamente in forma scritta ma comunicata al detenuto alla convocazione del Consiglio, fosse compatibile con il diritto di difesa e con il requisito del congruo termine per preparare le discolpe.

  • Codice di procedura penale

    Richiamato dalla Corte come principio di sanatoria delle nullità processuali: se la parte interessata non eccepisce immediatamente la nullità in udienza, essa può essere considerata sanata purché la parte sia stata messa in condizione di difendersi pienamente e consapevolmente.

  • Ordinamento penitenziario

    Richiamato solo come contesto del regime detentivo del ricorrente (carattere particolare della detenzione); non è stato oggetto di specifica interpretazione rispetto alla questione disciplinare sul tempo per la difesa.

Massime di principio

  • Se l'addebito disciplinare è contestato direttamente in udienza davanti al Consiglio di disciplina, il detenuto deve eccepire immediatamente (all'apertura dell'udienza) eventuali vizi relativi alla contestazione o al mancato termine per preparare le difese: in caso contrario la nullità può essere considerata sanata.
  • La sanatoria delle nullità vale solo se il detenuto è stato posto in condizione di difendersi pienamente e consapevolmente sul merito: la mera partecipazione all'udienza non è automaticamente sufficiente se risulta che il termine per preparare la difesa era in concreto insufficiente e ciò sia stato rilevato tempestivamente.
  • In caso di contestazioni suscettibili di incidere sulla capacità di difesa (ad es. addebiti complessi o con prove da acquisire), l'amministrazione dovrebbe garantire un congruo termine scritto per la preparazione delle discolpe; la notifica last minute al detenuto può integrare una violazione delle garanzie difensive se non tempestivamente eccepita.
  • Nei giudizi di merito successivi, il giudice deve accertare due elementi distinti: a) se il detenuto abbia effettivamente eccepito la violazione del termine/forma al momento utile; b) se, indipendentemente dall'eccezione, la partecipazione e le difese dispiegate in udienza abbiano integrato una sanatoria della nullità.
  • Per difendere efficacemente la validità di una sanzione disciplinare è utile documentare che il detenuto ha avuto piena conoscenza dell'addebito e la concreta possibilità di contestarlo o difendersi, e registrare eventuali rinunce o obiezioni espresse in udienza.

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