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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22648/2024 del 05/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi avverso la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro del 23/02/2023 che aveva: assolto Riccardo Di Palma dai capi 1) e 2); confermato e rideterminato le pene per Pantaleone Mancuso, Rocco Anello e Romeo Ielapi per estorsione e concorrenza illecita (con aggravante 'mafiosa') e condannato alla rifusione spese in favore di Nordex. - Ricorso del P.G.: censura per omessa valutazione/valutazione insufficiente di intercettazioni che, secondo il P.G., dimostrerebbero la piena consapevolezza e il concorso di Riccardo Di Palma nelle condotte estorsive e nella sovrafatturazione. - Ricorso di Mancuso: plurime censure relative al riconoscimento vocale, all'apporto causale/concorsuale alle estorsioni (temporalità e rilevanza dell'intercettazione n.26390), alla qualificazione dell'aggravante 'metodo mafioso' e 'agevolazione mafiosa' e al diniego delle attenuanti generiche. - Ricorsi di Anello e Ielapi: plurime censure (uso di sentenza in altro procedimento, omessa valutazione di memorie e consulenze tecniche, mancata rinnovazione istruttoria, insufficiente motivazione sulle aggravanti mafiose, diniego attenuanti e calcolo pena).

La decisione

La Cassazione ha ritenuto inammissibili i ricorsi di Rocco Anello e Romeo Ielapi (motivazione: aspecificità o manifestata infondatezza delle censure) e li ha condannati al pagamento delle spese e a somme per inammissibilità. Sono stati invece accolti i ricorsi della Procura Generale (avverso l'assoluzione di Riccardo Di Palma) e di Pantaleone Mancuso (per il motivo relativo all'insufficiente prova del suo apporto causale). In dettaglio: - Ricorso P.G.: accolto; la Corte ha rilevato un deficit motivazionale della sentenza di appello per avere omesso di considerare e valutare complessivamente una serie di intercettazioni significative; la sentenza è annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro per nuovo giudizio sulle imputazioni di Riccardo Di Palma. - Ricorso Mancuso: primo motivo (riconoscimento vocale) inammissibile per aspecificità; secondo motivo (insufficiente prova del contributo causale e temporalità incompatibile) accolto: annullamento con rinvio per nuova valutazione degli elementi indiziari e della causalità del contributo di Mancuso alle condotte contestate; terzo e quarto motivi assorbiti dall'accoglimento del secondo. - Ricorsi Anello e Ielapi: inammissibili e respinti; la sentenza d'appello è confermata nei loro confronti; le doglianze sono ritenute reiterative o generiche; le censure relative alle aggravanti mafiose e alla congruità delle prove basate su intercettazioni sono ritenute infondate o non specificate in modo idoneo.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    norma sul concorso di persone nel reato; usata per valutare l'addebito di concorso tra i partecipi e la necessità di provare il contributo causale di ciascuno

  • art. 629 c.p.

    norma sull'estorsione: la sentenza valuta le intercettazioni e gli elementi probatori che dimostrano la pressione intimidatoria sui dirigenti della società offesa

  • art. 628 n.3 c.p.

    riferimento alla fattispecie aggravata del furto o reati connessi; citato nel quadro contestuale dei reati collegati

  • art. 513-bis c.p.

    delitto di concorrenza illecita: la Corte richiama che non è necessario che i comportamenti siano diretti esclusivamente contro un imprenditore concorrente e chiarisce gli elementi utili alla sua configurazione

  • art. 7 L. n.203/1990 (ora art. 416-bis.1 c.p.)

    aggravante 'metodo mafioso' e 'agevolazione mafiosa': la Cassazione ribadisce che il metodo mafioso può essere desunto anche dal contesto territoriale e dalla percezione delle vittime; l'agevolazione mafiosa ha natura soggettiva e può rendersi operativa anche per la consapevolezza del compartecipe circa la finalità agevolatrice

  • art. 192 c.p.p.

    principio di valutazione della prova e criteri di apprezzamento delle intercettazioni: la Corte rimarca la necessità di valutare le intercettazioni singolarmente e complessivamente e di motivare il perché alcune risultino non rilevanti

  • art. 125 c.p.p.

    richiama i limiti della motivazione e la specificità dei motivi d'impugnazione; la Corte dichiara aspecifici alcuni motivi perché non hanno confutato puntualmente la motivazione di merito

  • art. 234 c.p.p.

    uso di atti o documenti (compresa pronuncia in altro giudizio) come documenti: la Corte precisa che una sentenza di altro procedimento può essere utilizzata come documento se non invocata formalmente ai sensi dell'art. 238-bis

  • art. 238-bis c.p.p.

    norma sulla utilizzazione di accertamenti compiuti in altro procedimento con valore probatorio rafforzato; la Corte verifica che la motivazione non abbia fatto un utilizzo illegittimo di accertamenti esterni

  • art. 603 c.p.p.

    rinnovazione dell'istruzione dibattimentale: la Corte ricorda che la rinnovazione è subordinata alla decisività delle prove e alla indeterminatezza dei dati probatori precedenti

  • art. 178 c.p.p.

    divieto di fondare la decisione su sentenze di altri procedimenti come se fossero prova vincolante; la Corte verifica che non sia stato fatto un uso illegittimo

  • Sezioni Unite, sent. n.8545/2019 (Chioccini)

    principio che l'aggravante dell'agevolazione mafiosa è soggettiva e si comunica al concorrente che sia consapevole della finalità agevolatrice perseguita dal compartecipe

  • giurisprudenza su perizia fonica (es. Sez.5, n.20610/2021 e Sez.2, n.12858/2017)

    principio secondo cui non è sempre obbligatoria la perizia fonica per l'identificazione di voci: il giudice può basare il convincimento su contenuto delle conversazioni, riconoscimento da parte della P.G. e altri elementi

Massime di principio

  • Il giudice d'appello deve esaminare e motivare in modo completo e congruo tutte le intercettazioni ritenute rilevanti; l'omessa valutazione o la mancata spiegazione della irrilevanza costituisce vizio motivazionale rilevante in cassazione.
  • La perizia fonica non è obbligatoria ogniqualvolta sia contestato il riconoscimento della voce: il giudice può fondare il convincimento su più circostanze (contenuto, riconoscimento da P.G., intestazioni schematiche), ma la parte che contesta deve allegare elementi oggettivi contrari.
  • Per accertare il concorso causale di un imputato è decisiva la congruenza temporale e causale tra le condotte e gli eventi; intercettazioni posteriori ai fatti possono risultare insufficienti a provare un apporto antecedente senza argomentazione che colleghi temporalmente gli elementi.
  • Le aggravanti 'metodo mafioso' e 'agevolazione mafiosa' possono essere ricavate anche dal contesto territoriale e dalla percezione delle vittime; l'agevolazione è un elemento soggettivo che può essere attribuito per la consapevolezza del compartecipe circa la finalità mafiosa.
  • I motivi di cassazione devono essere specifici e confrontarsi puntualmente con le argomentazioni del giudice di merito; motivi generici o reiterativi di censure già valutate dal merito sono frequentemente dichiarati inammissibili.
  • Le richieste di rinnovazione dell'istruttoria richiedono l'indicazione puntuale della decisività delle prove richieste; la mera affermazione della loro rilevanza non è sufficiente.
  • Il diniego delle attenuanti generiche deve essere sorretto da plausibili ragioni motivate; tuttavia il giudice non è obbligato a valorizzare ogni elemento proposto se ritiene decisive circostanze contrarie (es. precedenti penali).

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