Cassazione Penale, Sentenza n. 01796/2026 del 16/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per "illegalità della pena": si deduceva che la conversione in lavori di pubblica utilità disposta dal G.u.p. era stata applicata solamente all'aumento di pena (un mese) derivante dalla continuazione con una precedente sentenza irrevocabile, mentre la sostituzione avrebbe dovuto riguardare la pena complessiva dopo l'aumento. In sostanza si censurava la possibilità di una conversione "frazionata" limitata alla sola parte aumentativa della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha dichiarato illegale la pena così determinata in quanto la conversione in lavori di pubblica utilità non può essere applicata in modo parziale limitatamente all'aumento di pena ma deve essere valutata e, se possibile, disposta con riferimento alla pena complessiva risultante dall'aumento ex art. 81 c.p. La Corte ha richiamato la nuova formulazione dell'art. 53, comma terzo, d.lgs. n. 689/1981 (modificato dal d.lgs. n. 150/2022) e la giurisprudenza di legittimità: ai fini dell'ammissibilità delle pene sostitutive si deve tener conto della pena complessiva aumentata e non della sola parte elevata in aumento; inoltre è sottolineata l'eterogeneità e l'incompatibilità fra le pene sostitutive ex art. 20-bis c.p. e le misure alternative in esecuzione (es. affidamento in prova ai servizi sociali), sicché la conversione parziale disposta dal G.u.p. è illegale. In conseguenza è stata annullata la decisione che aveva operato la conversione parziale (con rinvio al giudice di merito per adeguare la decisione ai principi espressi dalla Corte, secondo quanto emerge dall'impianto motivazionale).
Norme richiamate
art. 444 e ss. cod. proc. pen.
Norme sul rito del patteggiamento; utilizzate per inquadrare la sentenza di applicazione della pena concordata.
Regola l'aumento di pena in caso di concorso di reati o continuazione: la Corte richiama che l'aumento va considerato ai fini della determinazione della pena complessiva.
Introduce la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità; la Corte rileva che si tratta di una pena autonoma e diversa per specie e qualità rispetto alla reclusione.
art. 53, comma terzo, d.lgs. 24/11/1981, n. 689 (come modificato dal d.lgs. 10/10/2022, n. 150)
"[a]i fini della determinazione dei limiti di pena detentiva entro i quali possono essere applicate pene sostitutive, si tiene conto della pena aumentata ai sensi dell'articolo 81 del codice penale"
La nuova formulazione esclude la possibilità di tenere conto solo della parte di pena aumentata: il giudice deve valutare l'ammissibilità della pena sostitutiva sulla totalità della pena dopo l'aumento.
art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.
Individua le categorie di motivi ammissibili di ricorso contro la sentenza di patteggiamento (tra cui l'illegalità della pena); la Corte ricorda i limiti di sindacabilità del patteggiamento.
Norma relativa alla falsificazione di documenti di identità; nel caso il reato precedente ritenuto più grave ai fini della continuazione era disciplinato da questa norma.
artt. 477 e 482 cod. proc. pen. (richiamati nel fatto)
Riferiti nel capo di imputazione relativo alla formazione della falsa patente bulgara; citati per descrivere i fatti oggetto del patteggiamento.
art. 67, comma 1, l. n. 689/1981
Disposizione che stabilisce incompatibilità tra misure alternative alla detenzione e pene sostitutive; la Corte richiama l'incompatibilità tra affidamento in prova in esecuzione e lavori di pubblica utilità sostitutivi.
Cost., artt. 3, 13, 25, 27
Richiamati in relazione alla funzione costituzionale della legalità della pena, della proporzione e della finalità rieducativa che giustificano il controllo sull'illegalità della pena.
Giurisprudenza citata (Sezioni Unite e sezioni semplici, es. SS.UU. n. 40986/2018, Miraglia n. 38809/2022, Maio n. 521/2016, Calafiore n. 42982/2024, ecc.)
Riferimenti giurisprudenziali che definiscono la nozione di 'pena illegale', i limiti al sindacato sulla sentenza di patteggiamento e la necessità di tener conto della pena complessiva aumentata ai fini delle sostituzioni.
Massime di principio
- Quando si richiede la sostituzione della pena detentiva con lavori di pubblica utilità in caso di continuazione con reati già giudicati, il giudice deve valutare l'ammissibilità della sostituzione sulla pena complessiva risultante dall'aumento ex art. 81 c.p., non sulla sola parte aumentativa.
- Non è consentita una conversione "frazionata" della pena: la sostituzione deve essere applicata, se ammissibile, sull'intera pena complessiva e non solo su una sua porzione.
- Se la pena relativa al reato più grave è già divenuta irrevocabile o è in esecuzione (es. affidamento in prova ai servizi sociali), il giudice della cognizione non può incidere sul trattamento sanzionatorio già determinato per quei reati; ciò può ostare all'applicazione di una pena sostitutiva per la parte residua.
- La pena dei lavori di pubblica utilità ex art. 20-bis c.p. è una pena autonoma e qualitativamente diversa dalla reclusione e dalle misure alternative; perciò occorre rispetto rigoroso dei limiti normativi e dell'incompatibilità con misure già eseguite.
- Il controllo della Corte di legittimità sull'illegalità della pena è finalizzato a tutelare il principio di legalità e la libertà personale: la pena è illegale quando è di specie o misura non prevista dall'ordinamento o quando la sua applicazione travalica i confini edittali e costituzionali.
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