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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6586/2024 del 14/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Roma che li aveva riconosciuti responsabili del delitto di riciclaggio per il rinvenimento e il trasferimento di parti di autoveicoli provento di furto. Pepe deduce violazione dell'art. 521 c.p.p. e vizio di motivazione per esser stato condannato per una diversa forma di condotta (partecipazione al trasbordo e custodia del container), chiede la derubricazione in ricettazione o in tentativo, e la concessione di circostanze attenuanti e di pena sostitutiva. Kuteras contesta la qualificazione in riciclaggio (sostiene che mancasse il quid pluris rispetto alla ricettazione) e che, al più, si tratterebbe di tentativo di riciclaggio.

La decisione

Entrambi i ricorsi sono stati rigettati. La Corte di cassazione ha confermato la responsabilità per riciclaggio così come affermata in appello (pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione e 4.000 euro di multa per ciascuno). Il Collegio ha ritenuto che le prove documentassero il coinvolgimento dei ricorrenti nelle operazioni di trasferimento, smontaggio e occultamento di componenti di veicoli rubati e che tali operazioni siano idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa. Ha inoltre ritenuto infondate le censure sulle violazioni del diritto di difesa, ha rifiutato la derubricazione in ricettazione e ha precisato che il reato di riciclaggio, nella formulazione vigente, è compatibile con l'ipotesi del tentativo ma che nel caso concreto la condotta si era già consumata.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)

    La norma punisce la sostituzione, il trasferimento o altre operazioni su beni provenienti da reato "in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa". La Corte interpreta la disposizione nel senso che il riciclaggio non richiede necessariamente la trasformazione essenziale del bene: anche trasferimenti o operazioni che pongono ostacoli concreti all'identificazione sono sufficienti. Inoltre, nella formulazione vigente non è più un reato a consumazione anticipata ed è quindi compatibile con il tentativo.

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    La ricettazione sanziona l'acquisto o la detenzione di cose provenienti da reato con dolo specifico di procurare profitto. La Corte distingue nettamente ricettazione e riciclaggio in termini di elemento materiale e dell'elemento soggettivo: la presenza di operazioni idonee a ostacolare l'identificazione caratterizza il riciclaggio.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Principio di correlazione tra imputazione e decisione. La Corte ritiene che non sia violato quando la diversa forma di estrinsecazione della condotta sia desumibile dal complessivo contenuto della contestazione e dalla motivazione, purché l'imputato sia stato messo in condizione di conoscere l'accusa e di difendersi.

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    La Corte afferma che, per la formulazione attuale dell'art. 648-bis, il riciclaggio è compatibile con l'ipotesi del tentativo: esistono atti idonei diretti in modo non equivoco a ostacolare l'identificazione che possono integrare il tentativo se l'azione non si è completata.

  • art. 133 cod. pen. (circostanze attenuanti generiche)

    Richieste difensive di riconoscimento delle attenuanti generiche sono state respinte per la mancanza di elementi concreti che ne giustificassero il riconoscimento, considerata la gravità, l'organizzazione e l'assenza di segni di ravvedimento.

  • art. 545-bis cod. proc. pen. (sanzioni sostitutive)

    La Corte ha ritenuto generica la censura relativa al diniego delle sanzioni sostitutive; il rigetto è stato motivato con riferimento agli elementi valutati dal giudice d'appello (es. valutazione del domicilio e del quadro complessivo).

  • art. 23 legge 19 marzo 1990, n. 55 (modifica art. 648-bis)

    La modifica ha ampliato il novero delle condotte sanzionate dall'art. 648-bis e ha reso evidente che la norma non è più una fattispecie a consumazione anticipata; la Corte richiama questa riforma a sostegno della compatibilità del reato con il tentativo.

Massime di principio

  • La distinzione tra riciclaggio e ricettazione risiede nel diverso elemento materiale e nel diverso dolo: il riciclaggio richiede operazioni idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa, mentre la ricettazione si caratterizza per il dolo specifico di procurare profitto.
  • Il trasferimento o la confusione di beni illeciti con beni leciti può integrare il reato di riciclaggio anche senza una sostanziale alterazione o cancellazione degli elementi identificativi: è sufficiente l'idoneità dell'operazione a rendere più difficile l'identificazione della provenienza.
  • L'art. 648-bis, nella formulazione vigente, non è necessariamente una fattispecie a consumazione anticipata; pertanto il reato può essere sia consumato sia tentato a seconda del grado di realizzazione delle condotte idonee ad ostacolare l'identificazione.
  • Non configura automaticamente violazione dell'art. 521 c.p.p. il fatto che il giudice ricostruisca una diversa modalità esecutiva della medesima fattispecie contestata, purché la diversa estrinsecazione sia desumibile dalla contestazione e l'imputato abbia avuto la possibilità di conoscere e difendersi.
  • Le richieste difensive di derubricazione o di attenuanti richiedono una motivazione puntuale e elementi concreti: censure generiche sulla valutazione delle prove o sulla sindacabilità delle scelte del giudice di merito sono difficilmente accolte in Cassazione.

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