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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40958/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per il rigetto della richiesta di sostituzione della pena detentiva con quella dei lavori di pubblica utilità, formulata dal difensore nell'ambito del giudizio d'appello trattato con rito cartolare

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la Corte d'appello ha correttamente negato la sostituzione della pena perché all'imputato era già stata concessa la sospensione condizionale della pena e la sostituzione è alternativa alla sospensione ex art. 61-bis l.n. 689/1981. Inoltre, ha affermato che la rinuncia al beneficio della sospensione è un atto personale o richiede procura speciale e non può ritenersi implicitamente effettuata dal difensore in un giudizio cartolare. Ha altresì chiarito che, pur essendo vero che ante riforma non c'era incompatibilità fra sospensione e sanzioni sostitutive, nel caso specifico la sostituzione è divenuta ammissibile solo dopo l'introduzione dell'art. 56-bis l.n. 689/1989, sicché si applica la disciplina vigente (più favorevole nell'estensione del beneficio). Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 570, commi primo e secondo, cod. pen.

    Norma che individua il reato per il quale è stato condannato il ricorrente; la sentenza impugnata riguarda la conferma di tale condanna

  • art. 61-bis, l.n. 689 del 1981

    Introduce l'alternatività tra la sospensione condizionale della pena e la sostituzione della pena detentiva con sanzioni sostitutive: la sostituzione può essere concessa solo se l'imputato rinuncia al beneficio della sospensione

  • art. 56-bis, l.n. 689 del 1989

    Ha esteso la possibilità di sostituzione della pena detentiva con lavori di pubblica utilità ad ulteriori fattispecie: nel caso in esame la sostituzione è divenuta ammissibile solo dopo l'introduzione di questa norma

  • art. 99, comma 1, cod. proc. pen.

    Affida all'imputato diritti personalissimi che possono essere esercitati personalmente o tramite difensore munito di procura speciale; la rinuncia a un beneficio è atto dispositivo riconducibile a tali diritti personalissimi

Massime di principio

  • Se all'imputato è già stata concessa la sospensione condizionale della pena, la sostituzione della pena detentiva con lavori di pubblica utilità è incompatibile salvo che l'imputato rinunci espressamente alla sospensione
  • La rinuncia al beneficio della sospensione ha natura personale (atto dispositivo) e non può essere implicitamente desunta dalla sola richiesta del difensore in sede cartolare; richiede la presenza dell'imputato o una procura speciale rilasciata per tale atto
  • Nei giudizi trattati con rito cartolare, la mancata presenza personale dell'imputato impedisce di considerare come efficace qualsiasi rinuncia a benefici personali formulata esclusivamente dal difensore
  • Per fattispecie per le quali la possibilità di sostituzione è stata introdotta solo con riforme successive, si applica la disciplina vigente più favorevole, ma restano fermi i limiti posti dall'alternatività con la sospensione quando previsti dalla normativa attuale
  • Per ottenere la sostituzione della pena quando esiste un beneficio già riconosciuto (es. sospensione), è opportuno documentare una rinuncia personale e inequivoca del beneficiario, preferibilmente con presenza personale o procura speciale, per evitare il rigetto della richiesta

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