Sentenza del 22/08/2019 n. 36345 - Corte di Cassazione
Violazioni e sanzioni -Sanzione penale - Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte - Profitto del reato confiscabile per equivalente - Individuazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente contestava il sequestro preventivo disposto sui beni della CIMA s.r.l. e della GIMA s.r.l. fino alla concorrenza di circa 12,64 milioni di euro. Deduceva, in particolare, che il sequestro fosse stato erroneamente parametrato all'intero debito tributario anziché al valore dei beni fraudolentemente sottratti alla garanzia dell'Erario; lamentava inoltre l'omessa considerazione della propria estraneità al reato, l'assenza di adeguati elementi sulla natura simulata o fraudolenta delle operazioni e l'insufficiente motivazione sull'idoneità degli atti a pregiudicare la riscossione fiscale.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto le censure relative al fumus del reato e alla posizione della ricorrente, ritenendo adeguatamente motivata la ricostruzione del sistema fraudolento e corretta la considerazione della GIMA s.r.l. quale possibile schermo societario, senza necessità di accertare il concorso personale della P.P., non indagata. Ha invece accolto la censura sul quantum del sequestro: il profitto confiscabile non coincide con l'intero debito tributario o con l'imposta evasa, ma con la riduzione simulata o fraudolenta del patrimonio aggredibile dal Fisco. L'ordinanza del Tribunale del riesame è stata quindi annullata con rinvio al Tribunale di Foggia, che dovrà procedere a una nuova determinazione motivata dell'importo sequestrabile.
Norme richiamate
Art. 11 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte
La fattispecie è un reato di pericolo: è sufficiente che gli atti simulati o fraudolenti siano idonei, valutati ex ante, a pregiudicare la riscossione tributaria. Non è necessario che la sottrazione abbia prodotto concretamente l'impossibilità di recuperare il credito.
Confisca, anche per equivalente, del profitto del reato
La confisca per equivalente può colpire beni di valore corrispondente al profitto del reato, ma il profitto deve essere individuato nella ricchezza effettivamente sottratta o nella riduzione fraudolenta del patrimonio aggredibile dal Fisco, non nell'intero debito tributario.
Riesame delle misure cautelari reali
Consente di impugnare davanti al Tribunale del riesame i provvedimenti di sequestro, verificando i presupposti della misura e la corretta individuazione dei beni e del relativo valore.
Ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali
Il ricorso per cassazione è ammesso esclusivamente per violazione di legge. Il controllo comprende i vizi motivazionali così radicali da rendere la motivazione apparente o sostanzialmente inesistente, ma non consente una generale rivalutazione del merito.
Obbligo di motivazione dei provvedimenti
Il provvedimento cautelare deve esporre un percorso argomentativo comprensibile, coerente e sufficiente a spiegare sia l'esistenza del fumus del reato sia la quantificazione della misura.
Massime di principio
- Nel reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, il profitto confiscabile non coincide automaticamente con l'ammontare delle imposte evase o del debito tributario: deve essere collegato al valore dei beni o delle utilità sottratti, simulatamente o fraudolentemente, alla garanzia patrimoniale dell'Erario.
- Poiché il reato ha natura di pericolo, per il sequestro è sufficiente che gli atti siano concretamente idonei, secondo una valutazione ex ante, a rendere più difficile o inefficace la riscossione; non occorre dimostrare che il Fisco abbia perso definitivamente la possibilità di recuperare il credito.
- La quantificazione del sequestro deve essere specifica e motivata: l'autorità giudiziaria deve individuare le operazioni fraudolente, i beni coinvolti e il valore della riduzione patrimoniale, evitando di disporre il vincolo per un importo meramente coincidente con il debito fiscale complessivo.
- La persona fisica formalmente estranea e non indagata non deve necessariamente essere coinvolta nell'accertamento del fumus del reato quando la misura riguarda beni di una società ritenuta strumentale o fittizia; resta però distinta la questione della sua eventuale responsabilità personale da quella dell'utilizzo illecito dell'ente.
- In sede di ricorso per cassazione contro un sequestro reale, non è normalmente possibile chiedere una nuova valutazione delle prove o della logicità ordinaria della motivazione; sono rilevanti soprattutto l'assenza radicale di motivazione, la motivazione apparente o l'errata applicazione della legge.
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