Cassazione Penale, Sentenza n. 18255/2023 del 02/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Due ricorsi per cassazione proposti dal difensore dell'Esposito hanno censurato: 1) la qualificazione del fatto come estorsione anziché esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sostenendo che la minaccia con arma mirava alla restituzione di un prestito e non al recupero di interessi usurari; 2) la utilizzabilità delle intercettazioni ambientali tra presenti, perché effettuate in un luogo da ritenersi domicilio privato (pertanto inutilizzabili ai sensi delle norme sulle captazioni); 3) l'inammissibilità e/o inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dall'Ametrano, che la difesa riteneva invece intermediatore usurario e non persona offesa; 4) la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis cod. pen.; 5) questioni procedurali connesse a declaratoria di inammissibilità per aspecificità e rilievi sulle norme processuali a pena di inutilizzabilità (artt. 266, 267, 271, 191 c.p.p. e correlati).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi ritenendoli infondati, generici e in gran parte reiterativi delle argomentazioni di merito già esaminate dal Tribunale e dalla Corte d'appello (doppia conforme). È stata confermata la condanna per il delitto addebitato (come indicato in sentenza, art. 629, comma secondo, cod. pen.), con la qualificazione della condotta come estorsione: la Corte ha ritenuto che la violenza e le minacce, anche con arma e dirette verso terzi estranei al rapporto di credito, costituiscono elemento sintomatico del dolo estorsivo e non possono essere ricondotte all'esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Sono state ritenute valide e utilizzabili le intercettazioni ambientali perché il locale era qualificato come ufficio e non luogo di privata dimora. La Corte ha inoltre confermato la qualificazione dell'Ametrano quale persona offesa (escludendo il ruolo di intermediario usurario) e ha ritenuto legittima la mancata concessione delle attenuanti generiche per carenza di elementi positivi. I ricorsi sono stati respinti e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili, liquidate in complessivi euro 4.800,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 629, comma secondo, cod. pen.
Norma relativa al reato contestato: la Corte conferma la qualificazione della condotta come estorsione in base al contesto fattuale, alla violenza e alle minacce anche verso terzi estranei al rapporto di credito.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Usata per limitare la esposizione dei motivi nella motivazione della sentenza di cassazione ai soli elementi necessari.
art. 266 cod. proc. pen. (intercettazioni tra presenti)
La Corte ha ritenuto utilizzabili le intercettazioni ambientali realizzate in un locale adibito a ufficio: tale tipologia di luogo non rientra nella nozione di privata dimora e quindi le captazioni non sono inutilizzabili.
artt. 267, 271 e 191 cod. proc. pen.
Norme richiamate dalla difesa in tema di disciplina e limiti delle intercettazioni; la Corte ha ritenuto che nel caso concreto siano state rispettate le condizioni di legge per la utilizzazione delle captazioni.
Riferita alla definizione di domicilio/luogo di privata dimora: la Corte interpreta oggettivamente il luogo e considera privo dei requisiti di privata dimora un ufficio privo di conforti per il soggiorno stabile.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Principio relativo ai vizi di motivazione: la Corte afferma che, in presenza di una motivazione complessiva e della 'doppia conforme', non è necessario confutare espressamente ogni singola doglianza se la ricostruzione complessiva esclude le argomentazioni difensive.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la mancata concessione delle generiche è legittima se mancano elementi positivi di segno favorevole; lo stato di incensuratezza da solo non è sufficiente.
art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.
Richiamato in punto di sanatoria di nullità non assolute connesse al rito abbreviato: alcune nullità possono considerarsi non rilevabili e quindi sanate.
Massime di principio
- La condotta violenta o minacciosa che si estende verso soggetti terzi e estranei al rapporto di credito può far configurare il delitto di estorsione e non l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni: la direzione della violenza verso terzi e la particolare intensità intimidatoria sono elementi sintomatici del dolo estorsivo.
- Le intercettazioni ambientali sono utilizzabili se effettuate in luoghi che non possono essere qualificati oggettivamente come privata dimora (es. uffici adiacenti a attività commerciali); la valutazione si basa su funzione e conformazione del luogo e sul criterio dello ius excludendi alios.
- In cassazione non è sufficiente riproporre una lettura meramente alternativa del fatto: i motivi devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione di merito; la mancanza di specificità o il semplice rinnovamento delle argomentazioni di appello può renderli inammissibili o infondati.
- La qualificazione delle persone coinvolte (es. persona offesa vs presunto intermediario criminale) va valutata nel complesso delle risultanze probatorie; dichiarazioni, intercettazioni e circostanze possono escludere il ruolo di mediatore se emerga un rapporto di vittimizzazione.
- La mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche può essere legittima se nel giudizio non emergono elementi positivi che giustifichino il riconoscimento: lo stato di incensuratezza non basta più, dopo la riforma dell'art. 62-bis.
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