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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48576/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che aveva dichiarato esito non positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale con conseguente disposizione di esecuzione della pena alternativa per reati di stupefacenti (art. 73 e 80 d.P.R. n. 309/1990). Il ricorrente denunciava violazione dell'art. 47 Ordinamento penitenziario e vizi di motivazione, sostenendo che il Tribunale avrebbe fondato il giudizio su accuse per le quali era intervenuta archiviazione e su richiami impropri a fatti emersi nell'esecuzione della misura

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale di sorveglianza fosse adeguata: essa ha posto a fondamento del giudizio elementi emersi durante la prova, ricavati da atti di polizia giudiziaria e da intercettazioni, che non si sovrapponevano semplicemente ai fatti oggetto di archiviazione ma riferivano a condotte diverse e più ampie (tra cui contatti costanti con un soggetto pluripregiudicato e l'acquisto di stupefacente). Tali emergenze, valutate insieme alle violazioni già note, giustificavano la conclusione di elusione del regime della prova e l'esito negativo dell'affidamento. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 47 Ordinamento penitenziario

    Richiamata dalla difesa come norma violata; il giudice ha ritenuto ammissibile l'accertamento valutativo del comportamento del condannato ai fini dell'esito della prova, anche sulla base di elementi non confluiti in una condanna penale

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 (Testo unico stupefacenti)

    Norma sostanziale che descrive il reato di cui era stato ritenuto responsabile il ricorrente; richiamata per inquadrare il titolo di pena cui si riferiva la misura alternativa

  • art. 80 d.P.R. n. 309 del 1990

    Richiamata insieme all'art. 73 in relazione alla misura alternativa cui il ricorrente era stato sottoposto

Massime di principio

  • Il giudice di sorveglianza può fondare il giudizio sull'esito della prova anche su elementi emersi durante l'esecuzione della misura che non abbiano portato a una condanna penale, purché tali elementi siano adeguatamente motivati e provengano da fonti ritenute attendibili (es. atti di polizia giudiziaria, intercettazioni)
  • L'archiviazione di un procedimento penale non impedisce automaticamente che fatti collegati, pur non essendo penalmente accertati, siano valutati ai fini dell'adeguatezza del comportamento del condannato nell'ambito di una misura alternativa
  • La valutazione dell'esito della prova è complessiva: singole violazioni note possono essere lette in un quadro più ampio di elusione del regime di prova se emergono contatti o condotte reiterate che confermano la continuità del comportamento criminogeno
  • Le censure difensive che si limitano a una rivalutazione alternativa dei fatti sono inadeguate se non contestano specificamente l'attendibilità delle fonti o la correttezza logico-giuridica della motivazione del giudice di merito
  • In situazioni simili è utile per la difesa: 1) chiedere l'acceso e la verifica delle fonti utilizzate dal giudice di sorveglianza; 2) contestare puntualmente l'attendibilità di intercettazioni o rapporti di polizia quando possibile; 3) documentare elementi positivi e di reinserimento che possano controbilanciare le emergenze investigative

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