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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2742/2023 del 23/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

D'Angelo Mario ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva confermato la condanna del Tribunale di Pescara a 2 anni e 7 mesi di reclusione per i reati indicati (artt. 81 cpv., 494, 497-bis, 640 c.p.). L'imputato ha dedotto tre motivi denunciando vizi di violazione di legge e carenze di motivazione. Successivamente alla sentenza impugnata è però maturato il termine massimo di prescrizione (il 9/4/2022), per cui la Corte di Cassazione ha esaminato la questione della estinzione del reato ex art. 129 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che i motivi di ricorso non fossero manifestamente infondati e, alla luce della maturazione della prescrizione il 9/4/2022, ha dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione. Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Nella decisione è richiamato il principio secondo cui, se l'impugnazione non è manifestamente infondata, la Corte deve procedere alla declaratoria di estinzione quando interviene la prescrizione, salvo che emergano ragioni assolutamente evidenti di proscioglimento ai sensi del secondo comma dell'art. 129 c.p.p.; è altresì richiamato il criterio opposto che impedisce l'applicazione della causa di non punibilità quando l'impugnazione è manifestamente infondata poiché in tal caso non si può ritenere formato un valido rapporto di impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    La norma è stata interpretata nel senso che, se durante il corso del procedimento di impugnazione matura la prescrizione, la Corte deve dichiarare l'estinzione del reato e annullare la sentenza di condanna, a meno che l'impugnazione sia manifestamente infondata (caso in cui non si applica la causa di non punibilità perché non si è formato un valido rapporto di impugnazione) o non emergano ragioni assolutamente evidenti di proscioglimento ai sensi del secondo comma.

  • art. 81 c.p.v.

    Norma richiamata come riferimento alla partecipazione e concorso di reati; nella sentenza di merito era stata applicata per delineare la responsabilità dell'imputato in relazione ai reati contestati.

  • art. 494 c.p.

    Uno dei reati per i quali l'imputato era stato condannato in sede di merito; richiamato a titolo descrittivo della fattispecie contestata.

  • art. 497-bis c.p.

    Altro capo di imputazione contestato in merito alla condotta addebitata all'imputato; citato nella motivazione della sentenza impugnata.

  • art. 640 c.p.

    Articolo relativo alla truffa, anch'esso posto a fondamento della condanna di merito; richiamato nell'inquadramento dei reati ascritti.

Massime di principio

  • Se durante il procedimento di impugnazione matura la prescrizione, la Corte di cassazione deve valutare se l'impugnazione è manifestamente infondata: se non lo è, deve dichiarare l'estinzione del reato e annullare la sentenza senza rinvio.
  • Se l'impugnazione è manifestamente infondata non può operare la causa di non punibilità ex art. 129 c.p.p. perché in tal caso non si è formato un valido rapporto di impugnazione.
  • La Corte può rilevare d'ufficio cause estintive (come la prescrizione) anche se l'evento è intervenuto successivamente alla sentenza impugnata; pertanto la maturazione della prescrizione va verificata in ogni fase dell'impugnazione.
  • Quando interviene la prescrizione il giudice di legittimità in genere annulla senza rinvio e non rimanda la causa al giudice di merito, salvo che emergano elementi chiari e inequivocabili di proscioglimento che rendano ingiustificata la declaratoria di estinzione.
  • In pratica, nelle simili fattispecie difensive conviene sollevare tempestivamente la questione della prescrizione in cassazione e documentare eventuali ragioni di manifesta infondatezza dell'impugnazione avversa o, al contrario, l'assenza di esse, poiché ciò influenzerà se la prescrizione determinerà l'annullamento senza rinvio.

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