Cassazione Civile, Ordinanza n. 11656/2025 del 04/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
La controversia
La controversia nasce dall'adozione, da parte del commissario ad acta del comune, di un decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis D.P.R. 327/2001 relativo a terreni di proprietà del ricorrente. Il proprietario ha proposto opposizione alla stima dinanzi alla Corte d'appello, deducendo di non aver ricevuto personalmente la notifica del decreto, notificato invece al suo precedente difensore in un diverso giudizio amministrativo. La Corte d'appello ha dichiarato l'inammissibilità dell'opposizione per tardività, ritenendo applicabile il termine decadenziale di trenta giorni previsto per l'opposizione alla stima in materia espropriativa. Con il ricorso per cassazione sono stati dedotti due motivi: primo, vizio di motivazione apparente o incomprensibile, perché la Corte territoriale avrebbe richiamato precedenti non pertinenti al termine dell'opposizione; secondo, violazione dell'art. 42-bis D.P.R. 327/2001 e dell'art. 29 d.lgs. 150/2011, per avere ritenuto applicabile all'opposizione alla stima del decreto di acquisizione sanante il termine di trenta giorni e per avere fatto decorrere tale termine dalla notifica al difensore anziché al proprietario.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso nei limiti indicati in motivazione. Ha ritenuto fondati congiuntamente i motivi, aderendo all'orientamento più recente secondo cui il termine perentorio di trenta giorni previsto per l'opposizione alla stima definitiva dell'indennità di esproprio non si applica alla contestazione dell'indennizzo contenuto nel decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis D.P.R. 327/2001. Ne consegue che il soggetto inciso dal decreto può contestare la liquidazione e chiederne la determinazione giudiziale nel termine ordinario di prescrizione. È stata quindi cassata l'ordinanza impugnata e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Potenza, in diversa composizione, per nuovo esame e per la liquidazione delle spese anche del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Il decreto di acquisizione sanante contiene una liquidazione indennitaria contestabile in giudizio; la disciplina dell'opposizione alla stima dell'espropriazione ordinaria non vi si applica automaticamente.
art. 54, comma 2, D.P.R. 327/2001
Il termine perentorio ivi previsto per l'opposizione alla stima definitiva dell'indennità di esproprio non è estensibile all'acquisizione sanante ex art. 42-bis.
art. 29, comma 3, d.lgs. n. 150/2011
Il termine decadenziale di trenta giorni per l'opposizione alla stima non si applica alla contestazione dell'indennizzo determinato nel decreto ex art. 42-bis, in mancanza di espresso richiamo normativo.
art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
È evocato come parametro del vizio di motivazione apparente dedotto nel primo motivo.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
È richiamato per censurare la violazione e falsa applicazione delle norme sostanziali ritenute applicabili dalla Corte territoriale.
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
È richiamato con riguardo al dedotto vizio di nullità della sentenza per motivazione apparente.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
È richiamato con riguardo al vizio motivazionale dedotto dal ricorrente.
Massime di principio
- Il termine decadenziale previsto per l'opposizione alla stima dell'indennità di esproprio non è applicabile, in via estensiva o analogica, alla contestazione dell'indennizzo liquidato in un decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis D.P.R. 327/2001, in mancanza di espressa previsione normativa.
- Quando l'azione non è assoggettata a un termine di decadenza specificamente previsto, il proprietario inciso dal provvedimento acquisitivo può contestare la liquidazione dell'indennizzo entro il termine ordinario di prescrizione.
- La comune natura indennitaria della pretesa non basta a rendere automaticamente sovrapponibili il procedimento espropriativo ordinario e quello di acquisizione sanante, poiché la diversità strutturale dei procedimenti impedisce un'applicazione analogica delle decadenze.
- La notifica del decreto di acquisizione sanante al difensore del precedente giudizio non è decisiva ai fini dell'applicazione del termine decadenziale, perché tale termine non opera comunque per l'impugnazione della liquidazione contenuta nel decreto ex art. 42-bis.
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