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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11652/2025 del 04/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce dal provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 adottato su un fondo di proprietà della società resistente, dopo l’annullamento di un precedente decreto di esproprio. La Corte d’appello aveva rideterminato l’indennità dovuta, respingendo l’eccezione di decadenza sollevata dal consorzio, escludendo la rilevanza di un vincolo idraulico sopravvenuto e ritenendo non necessario lo scomputo degli oneri di urbanizzazione nella stima sintetico-comparativa. Il consorzio ha proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: 1) sosteneva che anche per l’opposizione alla stima dell’indennizzo ex art. 42-bis dovesse applicarsi il termine decadenziale previsto per l’opposizione alla stima definitiva dell’indennità di esproprio; in subordine, che se tale termine non fosse applicabile, allora l’intera disciplina non avrebbe dovuto operare, con attrazione della causa nella competenza generale del Tribunale; 2) censurava la mancata considerazione del vincolo idraulico e delle caratteristiche intrinseche dell’area che ne avrebbero limitato la trasformabilità edilizia; 3) contestava l’inclusione nel valore di stima degli oneri urbanistici e infrastrutturali e la considerazione come edificabile di parte dell’area; 4) deduceva un vizio di CTU e di contraddittorio per avere il consulente chiuso le operazioni senza attendere le osservazioni del consulente di parte del consorzio. La Corte ha rigettato il ricorso: ha ribadito che per l’indennizzo ex art. 42-bis non opera il termine decadenziale dell’opposizione alla stima ex art. 29 d.lgs. 150/2011, ma che la controversia resta devoluta alla competenza funzionale della Corte d’appello; ha confermato che il valore del bene va valutato alla data del provvedimento ablatorio, con irrilevanza delle sopravvenienze; ha ritenuto infondata o comunque non scrutinabile nel merito la censura sugli oneri di urbanizzazione, perché attaccava la motivazione di merito della stima comparativa; ha dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza la doglianza relativa alla CTU.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto integralmente il ricorso del consorzio, confermando la decisione della Corte d’appello che aveva rideterminato l’indennizzo dovuto alla società proprietaria del terreno ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001. In particolare, la Corte ha ritenuto infondati i primi tre motivi e inammissibile il quinto; il quarto, relativo agli oneri urbanistici, è stato sostanzialmente dichiarato inammissibile perché diretto a sollecitare una nuova valutazione del merito e non coglieva la ratio della decisione impugnata. Le spese sono state poste a carico del ricorrente, con dichiarazione della sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Il provvedimento di acquisizione sanante dà luogo a un indennizzo la cui determinazione può essere contestata in giudizio; la valutazione del bene va compiuta alla data del provvedimento acquisitivo.

  • art. 29 d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 / d.lgs. 2 settembre 2011, n. 150

    Il termine decadenziale previsto per l’opposizione alla stima definitiva dell’indennità di esproprio non si applica alla contestazione dell’indennizzo ex art. 42-bis.

  • artt. 24 e 113 Cost.

    Le disposizioni che impongono termini a pena di decadenza o inammissibilità non possono essere estese in via analogica oltre i casi espressamente previsti dalla legge.

  • artt. 23, 37 e 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Richiamati per sostenere la censura sul mancato esame del vincolo idraulico e delle caratteristiche dell’area, ma la Corte ha ritenuto corretta la valutazione ancorata alla data dell’ablazione.

  • artt. 32, 37 e 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Richiamati nella censura sugli oneri di urbanizzazione e sull’edificabilità dell’area; la Corte ha reputato la doglianza inammissibile perché volta a contestare la valutazione di merito della CTU e della Corte d’appello.

  • artt. 195 e 196 c.p.c.

    Richiamati per lamentare una violazione del contraddittorio nella consulenza tecnica d’ufficio; la Corte ha dichiarato il motivo inammissibile per difetto di autosufficienza.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Richiamato per dichiarare la sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 374, comma 2, c.p.c.

    Richiamato nel contesto del rigetto dell’istanza di rimessione alle Sezioni Unite, poiché non ricorrevano i presupposti di massima di particolare importanza.

Massime di principio

  • L’opposizione alla determinazione dell’indennizzo previsto per l’acquisizione sanante ex art. 42-bis non è soggetta al termine decadenziale previsto per l’opposizione alla stima definitiva dell’indennità di esproprio; in difetto di espressa previsione normativa, non è consentita un’estensione analogica di termini a pena di decadenza o inammissibilità.
  • La controversia sull’indennizzo ex art. 42-bis resta devoluta alla competenza funzionale della Corte d’appello quale giudice delle indennità, senza che ciò comporti l’applicazione integrale del regime processuale della stima espropriativa ordinaria.
  • La valutazione del bene ai fini dell’indennizzo deve essere ancorata alla data del provvedimento ablatorio; sopravvenienze di fatto o di diritto successive non incidono sulla misura dell’indennità.
  • Nella stima sintetico-comparativa, le censure relative allo scomputo degli oneri di urbanizzazione sono inammissibili se non colgono la concreta ratio della decisione di merito e si risolvono in una richiesta di nuova valutazione del fatto.
  • Il motivo di ricorso che denuncia vizi della consulenza tecnica e del contraddittorio deve essere autosufficiente: occorre indicare in modo puntuale gli atti e il contenuto delle deduzioni asseritamente trascurate, altrimenti la Corte non può verificare ex actis la fondatezza della doglianza.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataImpugnazioni
RamiEsecuzioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaDecadenzaNesso di causalità

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