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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11651/2025 del 04/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La società proprietaria di un fondo già occupato e trasformato irreversibilmente aveva proposto opposizione alla stima effettuata dall'ente locale in relazione all'acquisizione in sanatoria del bene ai sensi dell'art. 42-bis T.U. espropri. La corte d'appello aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione rilevando d'ufficio, senza previo contraddittorio, l'assenza agli atti del provvedimento di acquisizione sanante, ritenendolo condizione indispensabile per esaminare nel merito la domanda di determinazione giudiziale dell'indennizzo. La ricorrente ha dedotto con il primo motivo la violazione degli artt. 24 Cost., 101, comma 2, c.p.c. e 111 Cost., sostenendo che il giudice non avrebbe potuto fondare la decisione su una questione rilevata d'ufficio senza assegnare alle parti il termine per interloquire con memorie; gli altri motivi non sono stati esaminati perché il primo è stato ritenuto assorbente.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che la corte territoriale avesse violato il principio del contraddittorio e il diritto di difesa omettendo di sottoporre alle parti la questione rilevata d'ufficio e di concedere il termine ex art. 101, comma 2, c.p.c. per osservazioni. Cassata l'ordinanza impugnata nei limiti del motivo accolto, la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Napoli in diversa composizione, che dovrà rinnovare il giudizio e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 42-bis T.U. espropri

    L'acquisizione in sanatoria del bene è trattata come presupposto rilevante nel procedimento di determinazione dell'indennizzo, la cui esistenza o mancanza incide sull'esame della domanda.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato a tutela del diritto di difesa, leso quando una questione decisiva è decisa senza previo contraddittorio.

  • art. 101, comma 2, c.p.c.

    Quando il giudice rileva d'ufficio una questione di fatto o mista di fatto e diritto, deve stimolare il contraddittorio e assegnare alle parti un termine per memorie; la violazione comporta cassazione della decisione.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato a sostegno del rispetto del giusto processo e del contraddittorio.

Massime di principio

  • L'obbligo di provocare il contraddittorio ex art. 101, comma 2, c.p.c. riguarda le questioni di fatto o miste di fatto e diritto che richiedano un'attività assertiva o probatoria diversa da quella già svolta dalle parti, non le pure questioni di diritto.
  • Se il giudice intende fondare la decisione su una questione rilevata d'ufficio avente rilevanza fattuale, deve riservare la decisione e assegnare alle parti un termine per depositare memorie e osservazioni; in mancanza, la decisione è viziata per violazione del diritto di difesa.
  • La mancanza di previo contraddittorio su una questione decisiva rilevata officiosamente determina la cassazione della decisione e il rinvio al giudice di merito per la rinnovazione del giudizio.
  • Nel giudizio avente ad oggetto la determinazione dell'indennizzo connesso ad acquisizione in sanatoria, il giudice deve verificare il corretto supporto fattuale della questione rilevata d'ufficio senza sostituire al contraddittorio una decisione immediata di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniConformità urbanistica e catastale
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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