Cassazione Penale, Sentenza n. 34909/2022 del 21/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Trepiccione ha richiesto la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale per la pena residua relativa a condanna per reati previsti dagli artt. 74 e 73 d.P.R. n. 309/1990 (traffico di stupefacenti). Il Tribunale di sorveglianza ha rigettato l'istanza rilevando, tra l'altro, che la quota di pena relativa al delitto associativo era già stata espia ta (conseguendo l'inammissibilità di una richiesta collegata all'accertamento dell'impossibilità/inesigibilità della collaborazione con la giustizia ai sensi dell'art. 58-ter Ord. Pen.), che il ruolo del condannato era quello di referente diretto di un gruppo organizzato per il traffico di stupefacenti e che, pur avendo ottenuto permessi premio e lavoro all'esterno solo di recente (febbraio 2021), non era stato allegato un percorso socio-riabilitativo che rendesse adeguata e immediata la concessione della misura alternativa. Il difensore ha impugnato sostenendo un coinvolgimento marginale e temporaneo nell'associazione e sottolineando i comportamenti positivi e la relazione del personale pedagogico che indicava adesione reale al percorso trattamentale.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso: ha ritenuto corretta e congrua la valutazione del Tribunale di sorveglianza, che ha posto il necessario rilievo al comportamento post-reato e alla recentità dei benefici penitenziari, applicando il principio di gradualità nell'accesso alle misure alternative e la necessità di un'ulteriore osservazione del condannato nonostante la relazione trattamentale positiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 58-ter Ordinamento Penitenziario
Richiamato in relazione all'ipotesi di istanza di accertamento dell'impossibilità o inesigibilità della collaborazione con la giustizia; il Tribunale ha ritenuto inammissibile tale istanza per la quota di pena relativa al delitto associativo già espia ta
artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990
Norme che disciplinano i reati relativi a sostanze stupefacenti e al traffico; la gravità e la natura associativa dei fatti sono state valorizzate dal Tribunale ai fini della valutazione negativa sull'immediata concessione della misura alternativa
principio di gradualità delle misure alternative (giurisprudenziale)
Il giudice deve consentire un accesso graduato alle misure alternative, proseguendo l'osservazione e richiedendo percorsi socio-riabilitativi prima di concedere misure più ampie quando la situazione del detenuto lo impone
Massime di principio
- Per l'ammissione all'affidamento in prova prevale la valutazione del comportamento e della situazione del soggetto dopo la condanna; la gravità del reato è importante ma non esclusiva
- Se i benefici (permessi premio, lavoro all'esterno) sono stati concessi di recente, il giudice può ritenere necessaria una più lunga osservazione prima di concedere misure alternative
- La mancanza di un percorso socio-riabilitativo strutturato o la sua non allegazione può giustificare il rifiuto di misure alternative anche in presenza di comportamenti positivi
- Il coinvolgimento in attività associative finalizzate al traffico di stupefacenti comporta una maggiore prudenza del giudice nell'ammissibilità di misure alternative
- Le relazioni interne positive (es. del personale pedagogico) sono utili ma non vincolanti: devono dimostrare una reale e consolidata evoluzione della personalità e non una adesione puramente formale
- Il principio di gradualità impone che l'accesso a misure sempre meno afflittive avvenga progressivamente e sulla base di elementi concreti di cambiamento comportamentale
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