Cassazione Penale, Sentenza n. 40344/2023 del 04/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza di condanna per rapina impropria e lesioni aggravate: deduceva principalmente che, dopo la remissione della querela da parte della persona offesa (13/11/2021), il reato di lesioni dolose si sarebbe estinto perché la specifica aggravante contestata non sarebbe elencata tra quelle che rendono procedibile d'ufficio il reato secondo il nuovo art. 582 c.p. (modificato dal d.lgs. 150/2022). In secondo luogo sosteneva che la nuova disciplina (modifiche alla legge 689/1981) consentirebbe al giudice di applicare immediatamente pene sostitutive più favorevoli anche in questa sede di legittimità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Sul primo motivo ha ritenuto che, dato il concorso di aggravanti (artt. 582, 585 e 576, comma 1, n. 1 c.p. con richiamo al nesso teleologico ex art. 61 n.2), il reato era procedibile d'ufficio e quindi la remissione della querela non estingueva l'azione penale. Sul secondo motivo ha precisato che le modifiche relative alla sostituzione delle pene detentive (d.lgs. 150/2022) non consentono alla Corte di Cassazione di applicare direttamente le sanzioni sostitutive: tale possibilità è riservata al giudice dell'esecuzione (o al giudice del rinvio se la Corte annulla) secondo le modalità e i termini previsti dall'art. 95 d.lgs. 150/2022. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
il delitto di lesioni dolose è punito a querela della persona offesa; ... si procede d'ufficio se ricorre taluna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 61, numero 11 octies, 583 e 585 ...
La Corte ha interpretato la norma nel senso che la presenza di determinate aggravanti rende il reato procedibile d'ufficio, perciò la remissione della querela non estingue l'azione penale quando ricorra tale aggravante.
Richiamato come modifica al testo dell'art. 582; la Corte ha applicato il testo modificato per verificare il regime di procedibilità.
Citato come norma di aggravazione richiamata dal combinato disposto che ha mantenuto la procedibilità d'ufficio del reato contestato.
art. 576, comma 1, n. 1 cod. pen.
Richiama l'aggravante del nesso teleologico (art. 61 n.2) applicata nel caso; contribuisce a configurare la procedibilità d'ufficio.
Il nesso teleologico (aggravante) è stato ritenuto presente e capace di incidere sul regime di procedibilità (ex officio).
art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689
Riferita come norma soggetta a modifiche che introducono misure sostitutive più favorevoli; la Corte distingue l'ambito applicativo di tale disciplina rispetto al potere decisionale della Cassazione.
Richiamato come modifica alla legge 689/1981; la Corte ne valuta l'applicabilità e conclude che le sostituzioni di pena sono Gestite in sede esecutiva o dal giudice del rinvio.
il condannato può presentare istanza di applicazione di una delle pene sostitutive ... al giudice dell'esecuzione ... entro trenta giorni dalla irrevocabilità della sentenza
La Corte ha interpretato questa disposizione nel senso che, per giudizi pendenti in Cassazione, l'applicazione delle pene sostitutive non può essere disposta direttamente in sede di legittimità ma è rimessa al giudice dell'esecuzione o al giudice del rinvio.
Richiamato per indicare la competenza del giudice dell'esecuzione nell'esame delle istanze di applicazione delle pene sostitutive.
Usato quale base per la condanna alle somme a titolo di contributo per le spese di giustizia in caso di ricorso manifestamente infondato.
Massime di principio
- La remissione della querela estingue l'azione solo per i reati che restano procedibili a querela della persona offesa; se sussistono aggravanti che rendono il reato procedibile d'ufficio, la remissione non impedisce il prosecuzione dell'azione penale.
- Quando l'imputazione è aggravata da circostanze espressamente indicate dalle norme richiamate (artt. 61, 583, 585, ecc.), occorre verificare il testo della norma aggiornato dalle modifiche legislative per determinare il regime di procedibilità (querela vs ufficio).
- Le modifiche che rendono più favorevoli le sanzioni sostitutive non autorizzano la Corte di Cassazione a sostituire direttamente le pene in sede di legittimità: l'applicazione delle pene alternative è generalmente rimessa al giudice dell'esecuzione o, in caso di annullamento con rinvio, al giudice del rinvio.
- Se il procedimento è pendente in Cassazione, chiunque voglia beneficiare di sanzioni sostitutive o di misure più favorevoli deve valutare le specifiche norme transitorie (es. art. 95 d.lgs. 150/2022) e, se previste, proporre istanza al giudice dell'esecuzione nei termini stabiliti.
- In sede di cassazione i motivi che si basano su sopravvenute modifiche favorevoli della legge penale vanno formulati tenendo conto delle regole transitorie: talune novità trovano immediata applicazione in primo o secondo grado, altre richiedono attivazione in sede esecutiva.
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