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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42250/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia che confermava la condanna pronunciata dal Tribunale di Mantova a seguito di giudizio abbreviato per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravata dall'orario notturno (art. 186, commi 2, lett. c) e 2-sexies C.d.S.) commesso il 29/03/2017. Tre motivi: (1) contestazione della validità dell'accertamento etilometrico richiamando il D.M. 22/05/1990 n.196 e la presunta tolleranza massima degli errori non considerata; (2) richiesta di riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.); (3) censura per il diniego della sospensione condizionale della pena, mancata sostituzione della pena detentiva breve e contenimento della pena nei limiti edittali.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato le doglianze, ritenendole manifestamente infondate. Sulla questione tecnica dell'etilometro la Corte ha richiamato l'applicabilità limitata del D.M. n.196/1990 agli strumenti antecedenti e la maggiore affidabilità degli etilometri moderni; ha affermato che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova dello stato di ebbrezza salvo che la difesa dimostri il malfunzionamento o l'assenza/inefficacia dei controlli (es. produzione del libretto metrologico o escussione del dirigente addetto). Ha escluso la tenuità del fatto in ragione dell'elevato tasso alcoolemico riscontrato e della pericolosità della condotta, e ha ritenuto congrua la decisione di non concedere la sospensione condizionale considerando l'elevato tasso e il precedente specifico dell'imputato. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice della Strada, art. 186

    commi 2, lettera c) e 2-sexies

    Norma che sanziona la guida in stato di ebbrezza e prevede aggravanti in funzione di determinate circostanze (es. orario notturno). La Corte ha ritenuto applicabile la fattispecie data l'esito positivo dell'alcoltest.

  • D.M. 22 maggio 1990 n.196 (Regolamento accertamento stato di ebbrezza)

    Il decreto disciplina etilometri storici e procedure di allora; la Corte ha osservato che può rimanere in vigore solo nella misura in cui non contrasti con normativa successiva e che non è pienamente pertinente rispetto agli strumenti moderni e ai sensori attuali.

  • D.P.R. 15 giugno 1959 n.393

    Riferimento normativo che individua gli etilometri utilizzabili; il D.M. 196/1990 si applicava agli etilometri utilizzati ai sensi di tale disposizione.

  • Regolamento al Codice della Strada (1992), art. 379

    Attribuisce ai ministeri il compito di individuare requisiti degli etilometri mediante decreti e aggiornamenti; la Corte ha richiamato che successivi aggiornamenti regolamentari influenzano l'applicabilità del D.M. 196/1990.

  • Codice penale, art. 131-bis

    causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto

    Richiede valutazione complessiva delle modalità e del disvalore; la Corte ha ritenuto che l'elevato tasso alcoolemico e la pericolosità della condotta escludono l'applicazione della causa di non punibilità.

  • Codice penale, art. 133

    criteri per la determinazione della pena

    La Corte ha fatto riferimento agli elementi previsti dall'art. 133 (gravità, precedenti, personalità dell'imputato) per motivare il diniego della sospensione condizionale e la scelta del trattamento sanzionatorio.

  • Giurisprudenza di legittimità

    es. Sez. 4, Sent. n.11679/2020 (Ibnezzayer); Sez. 4, n.7285/2020 (Demma); Sez. 4, n.28887/2019 (Cardinali); Sez. U., n.13681/2016 (Tushaj)

    Orientamento consolidato secondo cui l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova dello stato di ebbrezza salvo che la difesa dimostri il contrario con elementi specifici (libretto metrologico, escussione del dirigente addetto ai controlli). La sentenza delle Sezioni Unite richiamata conferma la necessità di valutare la tenuità in termini complessivi, ma non impedisce l'esclusione della tenuità in presenza di condotte particolarmente pericolose.

Massime di principio

  • L'esito positivo dell'alcoltest è normalmente considerato prova sufficiente dello stato di ebbrezza: incombe sulla difesa l'onere di provare il malfunzionamento dell'apparecchio o l'assenza/inefficacia dei controlli (es. produzione del libretto metrologico o escussione del responsabile dei controlli).
  • Il D.M. 196/1990 ha efficacia limitata rispetto agli strumenti moderni; non è possibile invocarne automaticamente i limiti tecnici senza fornire elementi probatori concreti relativi allo specifico etilometro usato.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede una valutazione complessiva del fatto: tassi alcolemici elevati e condotte di guida particolarmente pericolose rendono difficilissimo ottenere il riconoscimento della tenuità.
  • Per ottenere benefici come la sospensione condizionale o la sostituzione della pena, è necessario dimostrare circostanze attenuanti concrete e la scarsa pericolosità del fatto; precedenti specifici e valori alcolemici elevati pesano fortemente contro tali richieste.
  • Le impugnazioni che si limitano a contestare astrattamente limiti normativi o tecnici senza produrre prove documentali o testimoniali sul dispositivo utilizzato saranno spesso dichiarate manifestamente infondate o inammissibili.

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