Cassazione Penale, Sentenza n. 9265/2025 del 06/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso contro l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di somme e beni (per oltre due e oltre sei milioni di euro) ritenuti profitto di peculato. Alla Reitano, Direttore Sanitario del Policlinico di Messina, si contestava il concorso in due ipotesi di peculato per avere, insieme ad altri vertici aziendali e ai presidenti della Fondazione "Aurora" onlus, disposto la distrazione di risorse pubbliche a favore della Fondazione nell'ambito del progetto gestionale "Nemo Sud". La difesa ha dedotto l'assenza di un soggetto appropriantes, la mancanza di disponibilità giuridica e materiale delle somme in capo alla Reitano, l'assenza di finalità privatistiche (le somme sarebbero state impiegate per prestazioni sanitarie pubbliche tramite una onlus) e la marginalità del ruolo del Direttore Sanitario, limitato a un parere sanitario obbligatorio ma non vincolante.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e l'ordinanza del G.I.P. di Messina nella parte relativa alla misura cautelare reale. Ha ritenuto mancanti i gravi indizi di peculato: mancanza di disponibilità giuridica delle somme in capo alla Reitano (le delibere non trasferivano né disponevano somme esistenti, ma al massimo facevano sorgere un diritto futuro della Fondazione a ricevere pagamenti a prestazioni rese) e assenza di finalità privatistiche, posto che le somme furono comunque impiegate per erogazione di prestazioni sanitarie. Per effetto della decisione è dichiarata cessata la misura reale e disposta la restituzione dei beni sottoposti a sequestro all'avente diritto.
Norme richiamate
art. 314-bis cod. pen. (peculato)
non presente testualmente nella sentenza riportata
La Corte richiama che per il peculato per distrazione è necessaria la disponibilità giuridica o materiale del denaro e la destinazione ad uso privatistico; nel caso concreto è esclusa la disponibilità giuridica della Reitano perché le delibere non hanno comportato trasferimento immediato di somme esistenti
art. 3, comma 7, decreto legislativo 502/1992
citato dalla difesa nel ricorso
Richiamato per evidenziare le competenze del Direttore Sanitario: la funzione è prevalentemente sanitaria e non attribuisce poteri di gestione e di spesa delle risorse economiche, rafforzando la tesi che la Reitano non aveva poteri dispositivi sulle somme contestate
art. 21 della legge regionale (richiamato genericamente)
nessuna citazione testuale completa fornita
Richiamato nella ricostruzione fattuale per sostenere che alcune attività non potevano essere delegate a soggetti esterni secondo la normativa regionale; comunque la Corte rileva che l'utilizzo delle somme per prestazioni sanitarie non prova di per sé una distrazione penalmente rilevante
Massime di principio
- Per integrare il reato di peculato è necessaria la disponibilità giuridica o materiale del bene/denaro: delibere che soltanto fanno sorgere un diritto futuro a pagamento non bastano a configurare immediata disponibilità e appropriazione.
- L'utilizzo di risorse pubbliche per finalità pubbliche (es. erogazione di prestazioni sanitarie) può escludere la sussistenza del peculato quando l'interesse privato e l'interesse istituzionale siano sovrapponibili e non contrastanti.
- La responsabilità per peculato va valutata alla luce delle specifiche competenze e poteri dell'ufficio ricoperto: la mera firma o il parere non vincolante di un direttore sanitario, privo di poteri di spesa, non costituiscono automaticamente disponibilità di somme pubbliche.
- Il sequestro preventivo volto alla confisca per equivalente richiede gravi indizi ben fondati circa l'appropriazione e la disponibilità del profitto; la sola entità delle somme non è sufficiente a mantenere la misura se mancano i presupposti giuridici dell'appropriazione.
- La natura e il funzionamento di enti intermedi (es. onlus) e l'assenza di distribuzione di utili possono essere elementi utili a confutare l'ipotesi di appropriazione privatistica delle risorse pubbliche.
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