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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19360/2022 del 17/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Tassetto impugnava l'ordinanza che confermava l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria disposto per furto in concorso (artt. 110, 624, 625 n.2 e n.7 c.p.). Denunciava violazione di legge e vizio di motivazione sulla valutazione delle esigenze cautelari (art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p.), contestando che il Tribunale avesse basato il pericolo di reiterazione su un vago "contesto criminoso" e su precedenti ormai risalenti (ultimo precedente del 2005), senza elementi recenti o concreti che giustificassero la misura; inoltre sosteneva che l'obbligo di firma risultava più punitivo che cautelare.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo. Ha richiamato il principio secondo cui il pericolo di reiterazione deve essere concreto e attuale, valutato sulla personalità dell'imputato e sulle modalità del fatto, tenendo conto della vicinanza temporale e di elementi recenti indicativi della persistenza del rischio. Ha constatato che il Tribunale aveva fondato la pericolosità essenzialmente su un generico inserimento in un contesto criminoso e su precedenti specifici datati (oltre quindici anni prima), senza considerare il tempo trascorso e l'assenza di elementi recenti. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 110, 624 e 625 n.2) e n.7)

    Reati contestati (concorso e furto con aggravanti) che hanno dato origine alla misura cautelare; tali articoli descrivono il fatto-reato ma non giustificano da soli la sussistenza dell'esigenza cautelare senza elementi prognostici attuali

  • Codice di procedura penale

    art. 274, comma 1, lett. c)

    Prevede la misura cautelare per il pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie; la Corte sottolinea che questo pericolo deve essere concreto e attuale, valutato sulla personalità dell'indagato, sulle modalità del fatto e sulle condizioni di vita, con attenzione alla prossimità temporale e ad elementi recenti

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione invocati dal ricorrente (violazione di legge e vizio di motivazione) e che hanno consentito alla Corte di esaminare la legittimità e la motivazione dell'ordinanza impugnata

Massime di principio

  • Per disporre o confermare una misura cautelare basata sul pericolo di reiterazione occorrono elementi concreti e attuali, non deduzioni generiche: la vicinanza temporale rispetto al fatto e indizi recenti di persistenza dei rapporti o della condotta criminale sono determinanti
  • Le modalità e le circostanze del fatto possono contribuire alla valutazione della pericolosità personale, ma da sole non bastano se non integrate da elementi che attestino l'attualità del rischio
  • I precedenti penali rilevano, ma il loro valore probatorio diminuisce con il passare del tempo; precedenti lontani (es. oltre 10-15 anni) sono generalmente insufficienti per giustificare da soli misure cautelari per pericolosità attuale
  • Il giudice deve motivare specificamente in che modo gli elementi presi in considerazione realizzino il requisito del pericolo di reiterazione, evitando affermazioni generiche su "contesti criminosi" prive di riscontri temporali o probatori recenti
  • Le misure meno afflittive (es. obbligo di presentazione) devono comunque risultare idonee e proporzionate allo scopo cautelare; se appaiono principalmente punitive o non adeguate a prevenire il rischio, la loro applicazione può essere revocata

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