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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19288/2022 del 17/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: (1) vizio di motivazione con riguardo alla valutazione del compendio probatorio e alla presunta incertezza del riconoscimento dell'imputata; (2) inosservanza o errata applicazione della legge penale in relazione all'aggravante del "mezzo fraudolento": la difesa sosteneva che l'uso di borse per occultare merce non costituisce tale aggravante e che, in assenza di querela, il reato sarebbe improcedibile; (3) violazione di legge nel giudizio di comparazione delle circostanze (dosimetria della pena e valutazione delle attenuanti generiche).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto provata la responsabilità per furto aggravato in concorso, sulla base di testimonianze, dei filmati di videosorveglianza, del confronto con foto segnaletiche e immagini tratte dal profilo Facebook della ricorrente e di accertamenti anagrafici. Ha ritenuto integrata l'aggravante del mezzo fraudolento in quanto gli autori usarono contenitori/borse che consentirono di oltrepassare i tornelli senza attivare l'allarme, configurando uno stratagemma idoneo ad eludere le difese del detentore. Ha inoltre confermato la valutazione delle circostanze personali e la dosimetria della pena (anche alla luce di precedenti per fatti analoghi). Conseguenze pratiche: inammissibilità del ricorso, condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625 n. 2, codice penale

    La Corte ha interpretato l'aggettivo "mezzo fraudolento" in senso ampio: l'impiego di contenitori/borse idonei a eludere l'attivazione dell'allarme e a celare la sottrazione integra l'aggravante, quando la condotta rivela insidiosità, astuzia e capacità di vanificare le misure di difesa del detentore.

  • Corte Costituzionale, n. 186/2000

    Citata in relazione al principio secondo cui non si rileva assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto applicabile il richiamo per giustificare l'imposizione delle spese e della somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il sindacato di legittimità (Corte di Cassazione) è limitato nel riesame del merito: non procede a una nuova valutazione delle prove quando le decisioni di merito (Tribunale e Corte d'appello) sono concordi e la motivazione è logica e coerente.
  • L'identificazione del responsabile fondata su un quadro probatorio complessivo (testimonianze, filmati di videosorveglianza, confronti con foto segnaletiche e profili social) può essere ritenuta affidabile se il giudice di merito espone le ragioni che collegano tali elementi.
  • L'aggravante del "mezzo fraudolento" si configura non per il mero occultamento della merce in una borsa, ma quando l'uso di oggetti o accorgimenti è diretto specificamente a eludere sistemi di controllo o a sorprendere la volontà del detentore, dimostrando particolare insidiosità e efficacia offensiva.
  • La valutazione comparativa delle circostanze attenuanti e aggravanti e la dosimetria della pena appartengono al merito; la loro contestazione in Cassazione è ammissibile solo per vizi di diritto o motivazione formale, non per semplice dissenso sulla valutazione dei fatti.
  • In caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato la parte che impugna può essere condannata alle spese processuali e ad una somma alla Cassa delle ammende ove non sia ravvisata assenza di colpa nella determinazione della inammissibilità.

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