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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43563/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del sequestro preventivo dell'autovettura Jeep Renegade (targata GA 099 DZ) disposta nel procedimento contro Alessio Spiaggia. La ricorrente sosteneva di avere acquistato il veicolo in buona fede, con regolare trascrizione dell'atto di vendita e contratto di finanziamento comprovante pagamenti, e quindi l'illegittimità del sequestro e l'assenza del periculum in mora; deduceva altresì il proprio diritto di proprietà sul bene registrato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse della ricorrente. Ha ritenuto legittimo il sequestro disposto perché il veicolo era provento di reato (appropriazione indebita da parte di Spiaggia) e gli acquisti successivi da persona che non era proprietaria non trasferiscono il diritto di restituzione nei confronti dell'autorità giudiziaria. La ricorrente non è titolare di un diritto reale sul bene (l'usucapione decennale non è maturata), pertanto l'eliminazione del provvedimento impugnato non le avrebbe conseguito un risultato giuridicamente favorevole. Conseguentemente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione al sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari; usata per giustificare la misura cautelare sul veicolo come strumento volto a impedire l'aggravamento o la prosecuzione delle conseguenze del reato.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamata per i limiti del controllo di legittimità in Cassazione sulle ordinanze in materia di sequestro preventivo: il ricorso è ammesso solo per violazione di legge (error in iudicando o in procedendo).

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Definisce la legittimazione a proporre il riesame (imputato, persona cui le cose sono state sequestrate, titolare del diritto alla restituzione); la Corte ha ricordato che la legittimazione astratta non basta senza l'interesse concreto all'impugnazione.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come motivo di impugnazione dalla ricorrente; la Corte ha ritenuto la doglianza non idonea a dimostrare violazione di legge rilevante ai fini di ammissibilità del ricorso in Cassazione.

  • art. 568, comma 4 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare il requisito dell'interesse all'impugnazione: l'interesse deve essere attuale e concreto e mirare a rimuovere un pregiudizio effettivo; manca se l'accoglimento non può produrre un risultato giuridicamente vantaggioso per il ricorrente.

  • art. 1159 cod. civ.

    Richiamato nella giurisprudenza civile citata: l'usucapione dei beni mobili richiede il decorso del termine decennale; il possesso di buona fede non fa acquistare immediatamente la proprietà di una cosa alienata da chi non ne è proprietario.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria a carico della parte che propone ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • L'acquirente di buona fede di un bene di provenienza delittuosa non ottiene automaticamente il diritto alla restituzione o alla conservazione del bene davanti all'autorità giudiziaria: il diritto di restituzione prevale generalmente sull'acquisto da soggetto non proprietario.
  • Per essere ammesso un ricorso contro un sequestro preventivo occorre non solo la legittimazione formale, ma un interesse attuale e concreto: l'impugnazione è inammissibile se il suo accoglimento non può realizzare un vantaggio giuridico immediato per il ricorrente.
  • Il possesso di buona fede non determina il trasferimento della proprietà di una cosa altrui fino al decorso del termine decennale dell'usucapione ai sensi dell'art.1159 c.c.; quindi, in presenza di provento di reato, il terzo acquirente non può opporsi con successo al sequestro reclamato dall'avente diritto originario.
  • Quando si acquista un veicolo, anche con regolare trascrizione e contratto di finanziamento, è prudente verificare la catena di provenienza e la titolarità reale del venditore: la documentazione di buona fede non esclude sempre la sottrazione del bene al legittimo proprietario.
  • La via processuale per il terzo che ha perso il bene acquistato da un non proprietario è normalmente l'azione civile di responsabilità verso il venditore per ottenere il risarcimento del danno, non la restituzione del bene sequestrato.
  • In sede di impugnazione degli atti cautelari, le corti di merito e di legittimità controllano la sussistenza dei presupposti di legge del sequestro (periculum in mora, fumus commissi delicti) e l'assenza di un diritto reale effettivo del reclamante; la mera buona fede non basta a sovvertire tali presupposti.

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