Cassazione Civile, Sentenza n. 18344/2022 del 07/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La Fondazione impugnava in cassazione la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva dichiarato nulla la causale apposta ai contratti a termine delle lavoratrici (sarti/sarte) e ne aveva disposto la riammissione in servizio con risarcimento ai sensi dell'art. 32 L. 183/2010. La Fondazione deduceva quattro motivi di cassazione diretti a censurare la ricostruzione applicativa delle norme sul lavoro a termine e disposizioni successive. In corso di causa Forino e Bacci hanno raggiunto una conciliazione con la Fondazione; la Fondazione ha poi proposto memorie e la Sarcina ha resistito.
La decisione
La Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere nei confronti di Bacci e Forino per effetto dell'accordo conciliativo. Quanto alla Sarcina, il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per difetto del necessario ius postulandi: la Fondazione non ha prodotto l'apposita e motivata delibera prevista dall'art. 43 del R.D. 30 ottobre 1933 n. 1611 (delibera che autorizzi, in casi speciali, l'affidamento della difesa ad avvocato del libero foro anziché all'Avvocatura dello Stato). Per tale motivo la procura speciale conferita all'avvocato del libero foro è risultata invalida e il ricorso è inammissibile; la Corte non è quindi entrata nel merito delle questioni di diritto materiale. La Fondazione è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio in favore della Sarcina (liquidate in euro 4.000,00 per compensi e euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge). La Corte ha inoltre dato atto degli obblighi relativi al contributo unificato ai sensi dell'art. 13 d.p.r. 115/2002.
Norme richiamate
Decreto-legge 24 novembre 2000 n. 345, art. 1 (conv. L. 26 gennaio 2001 n. 6)
La fondazione è dotata di uno statuto che ne specifica le finalità … Essa può continuare ad avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.
La trasformazione in fondazioni di diritto privato delle fondazioni liriche non ha escluso la possibilità di avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato; l'autorizzazione legislativa configura un 'patrocinio autorizzato' rientrante nell'ambito dell'art. 43 R.D. n. 1611/1933.
Regio Decreto 30 ottobre 1933 n. 1611, art. 43
L'Avvocatura dello Stato assume la rappresentanza e la difesa di amministrazioni pubbliche non statali ed enti sovvenzionati, sottoposti a tutela od anche a sola vigilanza dello Stato, a condizione che sia a ciò autorizzata da disposizione di legge ...; in casi speciali, se l'ente non intende avvalersi dello stesso, è necessaria apposita motivata delibera da sottoporre agli organi di vigilanza.
Quando una fondazione o ente è autorizzato per legge ad avvalersi dell'Avvocatura dello Stato, l'affidamento della difesa a un avvocato del libero foro richiede una specifica e motivata delibera: la sua mancata produzione rende invalida la procura al difensore e determina l'assenza del necessario ius postulandi, con conseguente inammissibilità del ricorso in cassazione.
D.lgs. 10 settembre 2003 n. 368 (d.lgs. 368/2001), art. 1, commi 1, 2 e 4
La Corte d'appello aveva ritenuto che le causali dei contratti a termine non rispettassero il requisito di forma di cui all'art. 1 co. 2 del d.lgs. 368/2001; la Corte di Cassazione, peraltro, non è entrata nel merito della valutazione sulla legittimità delle causali, avendo deciso per inammissibilità processuale.
Legge 4 novembre 2010 n. 183, art. 32
Norma invocata dalla Corte d'appello per la condanna al risarcimento del danno in caso di illegittimità dei contratti a termine; citata in motivazione della sentenza impugnata ma non oggetto della decisione di cassazione sul punto di merito.
Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c. (num. 3 e 5) e art. 369 c.p.c.
Gli articoli relativi ai motivi di cassazione e alla produzione di documenti sono stati richiamati nella prospettazione dei motivi e nella valutazione della mancata produzione della delibera (art. 369 c.p.c. sulla produzione di documenti nel giudizio di cassazione).
Codice di procedura civile, artt. 99, 101, 112, 115, 116, 384
Richiamati in relazione ai motivi con cui la Fondazione sollevava violazioni processuali (omesso esame di fatto decisivo, possibilità di integrazione del quadro probatorio, ecc.); la Corte ha chiarito che le questioni inerenti all'ammissibilità del giudizio (ius postulandi) sono di rito e possono essere decise d'ufficio.
D.P.R. 30 luglio 2002 n. 115, art. 13, comma 1‑quater
Richiamato per dare atto dell'eventuale obbligo, a carico della ricorrente, del versamento di un ulteriore contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, se dovuto.
Massime di principio
- Se un ente pubblico o un ente privatizzato autorizzato per legge ad avvalersi dell'Avvocatura dello Stato sceglie, in casi speciali, di affidare la difesa a un avvocato del libero foro, deve adottare e produrre una apposita e motivata delibera: la sua mancata adozione/prova rende invalida la procura e può portare all'inammissibilità del ricorso in cassazione.
- La mancanza del necessario ius postulandi è una questione di ammissibilità processuale che può essere rilevata d'ufficio in qualsiasi stato e grado del processo e non è sanabile con il comportamento acquiescente della controparte.
- La privatizzazione o trasformazione in fondazione di diritto privato non esclude, se la legge lo prevede, l'applicabilità del regime del patrocinio autorizzato (art. 43 R.D. n. 1611/1933); non ci si può sottrarre a tale regime invocando la natura privatistica dell'ente.
- In cassazione l'onere di allegare e provare l'avvenuta adozione della delibera che autorizza il ricorso a un avvocato del libero foro grava sull'ente che intende sottrarsi al patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.
- Transazioni o accordi intervenuti tra le parti durante il giudizio di cassazione producono la cessazione della materia del contendere con riferimento alle parti che hanno concorso all'accordo.
- Le questioni processuali di rito relative ai requisiti di ammissibilità (come il ius postulandi) non richiedono il previo contraddittorio e possono essere trattate anche se non erano state sollevate dalle parti; ciò non costituisce violazione del principio del contraddittorio quando la questione era prevedibile e rilevabile d'ufficio.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza giuslavoristica
- Sentenza lavoro · 7 giu 2022Cassazione Civile, Sentenza n. 18321/2022 del 07/06/2022
- Sentenza lavoro · 7 giu 2022Cassazione Civile, Sentenza n. 18327/2022 del 07/06/2022
- Sentenza lavoro · 7 giu 2022Cassazione Civile, Sentenza n. 18332/2022 del 07/06/2022
- Sentenza lavoro · 7 giu 2022Cassazione Civile, Sentenza n. 18334/2022 del 07/06/2022
- Sentenza lavoro · 7 giu 2022Cassazione Civile, Sentenza n. 18335/2022 del 07/06/2022
- Sentenza lavoro · 7 giu 2022Cassazione Civile, Sentenza n. 18343/2022 del 07/06/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza giuslavoristica →