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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1305/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, in sede di giudizio di rinvio, aveva rigettato l'appello contro il mancato accoglimento della richiesta di revoca o sostituzione della custodia in carcere. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata e incompleta valutazione dei fatti sopravvenuti (dichiarazioni di collaboratori di giustizia, in particolare Camillò Michele, Bartolomeo Arena, Cannatà Gaetano Antonio e la collocazione temporale della chiamata del Mantella), nonché per il mancato esame dell'incidenza della successiva sentenza di condanna sulla persistenza delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata per carenza di motivazione e ha rinviato al Tribunale di Catanzaro per un nuovo esame. La Corte ha precisato che il Tribunale di riesame non aveva adeguatamente confrontato i nuovi contributi dichiarativi indicati dalla difesa né verificato la esatta collocazione temporale della chiamata del Mantella, né spiegato perché tali elementi non incidessero sul quadro cautelare. Ha inoltre rilevato l'omesso esame degli accertamenti contenuti nella sentenza di condanna. Pertanto viene disposto un nuovo giudizio di rinvio ai sensi dell'art. 309, comma 7, cod. proc. pen., con invio alla cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Il titolo di reato di associazione mafiosa è ritenuto nel testo quale fattispecie che determina presunzioni rilevanti circa l'esistenza di esigenze cautelari; tuttavia la Corte richiede che tali presunzioni possano essere effettivamente confrontate con fatti sopravvenuti e con valutazioni probatorie successive

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Indica la competenza per il giudizio di rinvio; la Corte dispone il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale competente ai sensi di questa norma

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede adempimenti di cancelleria a seguito della pronuncia; la Corte ordina l'invio degli atti alla cancelleria per gli adempimenti previsti

  • Sentenza Corte di cassazione n. 11024 del 22/02/2022

    Costituisce precedente vincolante nel procedimento: la Corte aveva già rilevato che il Tribunale del riesame non si era confrontato adeguatamente con i nuovi elementi dichiarativi e aveva omesso la verifica della collocazione temporale della chiamata del Mantella; la sentenza impone un esame puntuale dei novum e della loro incidenza sulla attualità delle esigenze cautelari

Massime di principio

  • La mera sussistenza del titolo di reato (es. art. 416-bis) crea una presunzione di rilevanza delle esigenze cautelari, ma non esonera il giudice dal valutare concretamente i fatti sopravvenuti che possono attenuare o escludere tale esigenza
  • Il giudice che decide su revoca o sostituzione della custodia cautelare deve esaminare e motivare punto per punto l'incidenza di nuovi elementi probatori, evitando motivazioni generiche o meramente ripetitive
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia richiedono verifica anche della collocazione temporale e della coerenza con il quadro probatorio: il tribunale deve spiegare come tali dichiarazioni influiscono sulla attualità del pericolo
  • Una sentenza di condanna intervenuta nel frattempo può contenere accertamenti rilevanti per la valutazione delle esigenze cautelari e deve essere esplicitamente considerata nella motivazione
  • Se la Corte di cassazione annulla per vizio di motivazione in materia cautelare, il giudice di rinvio è tenuto a un nuovo, approfondito esame delle emergenze sopravvenute e a fornire una motivazione specifica sul perché gli elementi nuovi non superano le presunzioni cautelari

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