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Sentenza

Sentenza del 14/07/2022 n. 5412 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

massima n. 55 /2022 - ACCERTAMENTO - Ricorso all'accertamento analitico-induttivo per rilevata antieconomicità dell'attività - Legittimità - Onere della prova contraria da parte del contribuente - Economicità della gestione - Elementi comparativi addotti dal contribuente - Raffronto con altre società svolgenti analoga attività sullo stesso territorio - Rilevanza ai fini della rideterminazione dell'accertamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

l'Amministrazione ha proceduto con un accertamento analitico-induttivo ai sensi dell'art. 39, co. 1, lett. d) del D.P.R. n. 600/1973 rilevando una presunta antieconomicità dell'attività sulla base degli studi di settore ex art. 3, commi 181 e 187 della L. n. 549/1995; il contribuente ha contestato l'accertamento, allegando elementi comparativi (raffronto con altre società analoghe nello stesso territorio) per dimostrare che la sua gestione era economicamente giustificata e che il reddito effettivo poteva essere inferiore rispetto a quanto determinato dall'Amministrazione.

La decisione

la Corte ha ritenuto legittimo l'uso del metodo analitico-induttivo quando emerge antieconomicità sulla base degli studi di settore, ma ha affermato che grava sul contribuente l'onere di allegare e provare, con qualsiasi mezzo, circostanze di fatto che giustifichino uno scostamento dal modello normale degli studi di settore e dunque un reddito inferiore. Sono da ritenersi rilevanti gli elementi comparativi prodotti dal contribuente, come il raffronto con altre società analoghe nello stesso territorio, ai fini della valutazione dell'economicità della gestione e della possibile rideterminazione dell'accertamento.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 39, comma 1, lett. d)

    consente all'Amministrazione finanziaria di accertare i maggiori redditi di una società con il metodo analitico-induttivo quando ricorrano elementi di antieconomicità dell'attività

  • L. n. 549/1995, art. 3, commi 181 e 187

    introduce e disciplina gli studi di settore come parametro per individuare il modello normale di attività e per valutare l'antieconomicità rispetto al quale l'Amministrazione può fondare l'accertamento

Massime di principio

  • L'amministrazione può legittimamente adottare l'accertamento analitico-induttivo quando gli studi di settore evidenziano antieconomicità dell'attività.
  • Spetta al contribuente l'onere di allegare e provare, senza limiti di mezzi, circostanze di fatto che dimostrino che la sua gestione si discosta dal modello normale degli studi di settore, giustificando così un reddito inferiore.
  • Elementi comparativi quali il raffronto con altre società analoghe operanti nello stesso territorio sono rilevanti e possono influire sulla rideterminazione dell'accertamento.
  • La prova fornita dal contribuente può essere di qualsiasi natura (documentale, perizia, dati comparativi, analisi costi/ricavi) e deve essere idonea a dimostrare motivi oggettivi della minore economicità o delle particolari condizioni locali o aziendali.
  • In assenza di prova convincente del contribuente, l'accertamento analitico-induttivo fondato sugli studi di settore rimane valido; se invece la prova è accolta, l'accertamento può essere rideterminato al ribasso.

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