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Sentenza

Sentenza del 14/07/2022 n. 901 - Comm. Trib. Reg. per le Marche

Agevolazione prima casa per le imposte di registro, ipotecarie e catastali - art. 5 DM 2.8.1969

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia relativa al diniego delle agevolazioni "prima casa" (imposta di registro, ipotecaria e catastale) applicate alla compravendita di un fabbricato rurale con corte. L'Ufficio aveva revocato le agevolazioni sostenendo che l'immobile fosse "di lusso" ai sensi del D.M. 2 agosto 1969 (art. 5 e art. 6) in quanto la superficie complessiva calcolata risultava 223 mq (superiore alla soglia dei 200 mq prevista dall'art.5) e la corte scoperta era di 3.819 mq (superiore al rapporto previsto). In primo grado la CTP aveva accolto il ricorso del contribuente ritenendo non computabile ai fini della superficie utile la porzione ad uso deposito-magazzino (categoria C/6) e stimando la superficie abitativa in 189 mq. L'Agenzia ha impugnato sostenendo che ai fini del calcolo della "superficie utile complessiva" devono computarsi tutti i volumi, ad eccezione delle sole ipotesi tassativamente escluse dal D.M., e quindi che la superficie di 223 mq è corretta.

La decisione

L'appello dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto. La Commissione ha riformato la sentenza di primo grado e ha confermato l'avviso di liquidazione n. 20111T000, ritenendo l'immobile avente superficie complessiva superiore a 200 mq e quindi con caratteristiche di lusso secondo l'art.5 del D.M. 2 agosto 1969. La Corte ha fatto prevalere il principio per cui, ai fini della qualificazione "lusso", la superficie utile deve computare ogni volume eccetto le porzioni espressamente escluse dal D.M.; pertanto non è stato possibile detrarre la superficie dei locali C/6 non essendo prevista tale esclusione. Sono state richiamate le massime della Corte di Cassazione (es. n.12517/2013; ord. 12471/2015) e confermata l'applicabilità di recupero imposte, interessi e sanzioni. Condanna del resistente alle spese del grado (liquidate in €1.000,00).

Norme richiamate

  • D.M. Lavori Pubblici 2 agosto 1969

    art. 5, art. 6, art. 8 e art. 1-7

    Definisce le caratteristiche delle abitazioni di lusso con valore precettivo: art.5 individua le 'case padronali' con superficie utile complessiva >200 mq (esclusi balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchina) e rapporto corte/area coperta; art.6 individua singole unità >240 mq. Per il calcolo della superficie utile si devono computare tutti i volumi salvo le esclusioni tassative previste dal decreto.

  • DPR 131/1986 (Tariffa, parte prima - agevolazioni 'prima casa')

    art. 1 della Tariffa, Parte prima

    Stabilisce i benefici fiscali (imposta di registro ridotta o IVA agevolata e imposte ipotecarie/catastali fisse) per l'acquisto della prima casa purché l'immobile non abbia le caratteristiche di abitazione di lusso previste dal D.M. 2.8.1969.

  • Legge 22 aprile 1982, n. 168

    Richiamata in relazione al divieto di fruire nuovamente delle agevolazioni se già godute e tuttora sussistenti per altra abitazione; utile per determinare i presupposti soggettivi dell'agevolazione.

  • Disposizioni sulle sanzioni e interessi (Testo unico tributi/registro)

    art. 55, comma 4 (interessi di mora)

    In caso di decadenza dai benefici segue il recupero delle maggiori imposte, interessi di mora e applicazione delle sanzioni amministrative secondo le norme vigenti.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Cass. n.12517/2013; ord. n.12471/2015; Cass. n.10807/2012; altre citate

    La Corte ha più volte affermato che ai fini della qualificazione 'lusso' occorre fare riferimento al D.M. 2.8.1969 e che nel calcolo della superficie utile devono computarsi i volumi interni anche se privi del requisito dell'abitabilità, salvo le esclusioni espressamente previste dal decreto; le agevolazioni tributarie non ammettono interpretazioni analogiche.

Massime di principio

  • Per stabilire se un immobile beneficia delle agevolazioni 'prima casa' va fatto riferimento unicamente alle definizioni e ai criteri del D.M. 2 agosto 1969: le soglie e le esclusioni sono tassative.
  • Nel calcolo della superficie utile complessiva, ai fini dell'art.5 e art.6 del D.M. 2.8.1969, si computano tutti i volumi interni salvo le porzioni espressamente escluse (es. balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale, posto macchina); non rileva la 'abitabilità' formale degli ambienti quando il decreto non la esclude.
  • La qualificazione 'di lusso' si determina allo stato e alle caratteristiche dell'immobile al momento dell'atto di compravendita: mutamenti successivi non incidono.
  • Le agevolazioni fiscali (prima casa) non sono soggette a interpretazione analogica ampliativa: in dubbio, l'Ufficio può legittimamente calcolare la superficie secondo il D.M. e recuperare le imposte se risulta il superamento delle soglie.
  • Per difendersi efficacemente il contribuente deve dimostrare che le superfici o i volumi contestati rientrino nelle esclusioni previste dal decreto o che la qualificazione normativa invocata dall'Ufficio è erronea (es. appartenenza ad altra fattispecie normativa), fornendo perizia tecnica aggiornata e dettagliata.
  • Le conseguenze della perdita dei benefici comprendono il recupero delle imposte non versate, interessi e sanzioni; è quindi importante valutare preventivamente la consistenza catastale e la qualificazione dei locali prima del rogito.

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