Cassazione Penale, Sentenza n. 43855/2023 del 31/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto sussistente una controversia seria sulla proprietà del natante e ha disposto la rimessione della decisione al giudice civile del luogo competente in primo grado, disponendo il mantenimento del sequestro nel frattempo. Non è stata decisa la questione sostanziale della proprietà o dell'applicabilità dell'art. 1153 c.c., che spettano al giudice civile.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Gallo, terzo interessato nel procedimento penale a carico di Andrea Leone, domandava la restituzione di una imbarcazione sottoposta a sequestro preventivo perché risultante fra i cespiti della ALSER s.r.l.; aveva dedotto di esserne proprietario e invocato l'applicabilità dell'art. 1153 c.c. per la sua buona fede, lamentando che il giudice penale aveva respinto la richiesta senza indicare quale prova avrebbe dovuto produrre e ritenendo la motivazione apparente e carente riguardo alla mancata valutazione della buona fede e di un'ipotetica permuta non registrata fra lui e l'indagato
Norme richiamate
Richiamato dal ricorrente come base per invocare la buona fede nell'acquisto (anche rispetto a una permuta non registrata); la Corte di legittimità non si è pronunciata sulla sua applicabilità sostanziale ma ha ritenuto che la questione debba essere decisa dal giudice civile competente
art. 263 cod. proc. pen., comma 3
Stabilisce che, se la proprietà è controversa e rilevante ai fini del dissequestro, il giudice penale deve rinviare la decisione al giudice civile del luogo competente in primo grado, mantenendo il sequestro; la Corte ha applicato questo principio
art. 324 cod. proc. pen., comma 8
Analogo principio procedurale: in caso di contestazione sulla proprietà il giudice penale deve rimettere la decisione al giudice civile competente e mantenere il sequestro; la Corte ha ritenuto sussistente la 'serietà della controversia' e quindi ha disposto la rimessione
Massime di principio
- Se la proprietà del bene sottoposto a sequestro è contestata in modo serio, il giudice penale deve rimandare la controversia al giudice civile competente in primo grado e mantenere il sequestro fino alla decisione civile
- La Corte di cassazione non decide sulla titolarità sostanziale quando sussiste una lite o una contestazione seria: spetta al giudice civile valutare prove e presunte trasferte (anche di atti non registrati) e l'eventuale buona fede dell'acquirente
- Il terzo interessato che reclama la restituzione deve, di norma, rivolgersi al giudice civile con adeguata documentazione (titoli di proprietà, atti, prova di pagamento, elementi che dimostrino la buona fede e la modalità di acquisto); l'assenza di registrazione di un contratto non esclude automaticamente la prova ma richiede elementi probatori idonei
- Il mantenimento del sequestro è la regola durante la fase in cui la titolarità è rimessa alla cognizione civile, per tutelare l'interesse probatorio e l'esito del procedimento penale
- Il giudice penale deve valutare la "serietà" della controversia sulla proprietà; se la ritiene fondata o documentata, deve disporre la rimessione e non decidere sul merito della proprietà
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