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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35686/2023 del 25/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva disposto l'affidamento al servizio sociale ex art. 94 d.P.R. n. 309/1990, chiedendo il riconoscimento di una data di decorrenza più favorevole dell'esecuzione della misura alternativa rispetto a quella di sottoscrizione del verbale. Il ricorrente sosteneva di aver già seguito un percorso terapeutico (terapia farmacologica con tiapride, diazepam, disulfiram 200 mg, partecipazione al Club Alcologico Territoriale, colloqui e monitoraggio) che avrebbe imposto limitazioni significative alla vita quotidiana e che dunque doveva essere riconosciuta una decorrenza anteriore. Denunciava vizi di motivazione e violazione degli artt. 657 c.p.p. e 94 d.P.R. n. 309/1990.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la decisione del Tribunale di sorveglianza, che aveva rilevato come il percorso del ricorrente fosse stato prevalentemente farmacologico fino a giugno 2021 e che il programma terapeutico territoriale concordato a partire da quella data prevedeva colloqui periodici, monitoraggio clinico, prosecuzione della terapia e una partecipazione limitata (un giorno alla settimana al Club). Inoltre dagli atti risultava che nel 2020 il ricorrente si era recato al servizio solo cinque volte. La Corte ha giudicato la doglianza generica e non documentata, insufficiente a dimostrare il pieno avviamento e lo svolgimento di un programma comportante "notevoli limitazioni" richieste dall'art. 94, comma 4. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 94 d.P.R. n. 309/1990

    La norma richiede che il percorso terapeutico comporti "notevoli limitazioni" per il riconoscimento di una decorrenza più favorevole dell'affidamento; la Corte ha ritenuto che nel caso concreto non fosse dimostrato un avviamento e uno svolgimento tale da integrare questo requisito

  • art. 657 c.p.p.

    Richiamata dal ricorrente come presunta violazione; dalla decisione emerge che le doglianze erano generiche e non documentate, e dunque non hanno soddisfatto i requisiti di specificità e autosufficienza richiesti per il ricorso per cassazione

  • art. 616 c.p.p.

    Consente l'imposizione di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato; la Corte ha applicato questa sanzione e fissato la somma in euro 3.000

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento di una decorrenza anteriore dell'affidamento terapeutico ex art. 94 d.P.R. 309/1990 è necessario dimostrare documentalmente che il percorso terapeutico ha comportato "notevoli limitazioni" alla vita quotidiana: non bastano affermazioni generiche.
  • La mera terapia farmacologica, senza prova di un programma terapeutico strutturato e di frequenza continuativa, potrebbe non essere considerata sufficiente a comprovare l'avviamento alla misura alternativa nei termini richiesti dalla norma.
  • La frequenza e la continuità delle prestazioni (es. numero di accessi al servizio, certificazioni del SerD, attestazioni di partecipazione a percorsi e club alcologici) sono elementi chiave che il giudice valuta per verificare il pieno svolgimento del programma.
  • In sede di impugnazione in Cassazione le doglianze devono essere specifiche, documentate e autosufficienti; la genericità o la mancata produzione di prove documentali espone all'inammissibilità del ricorso e a sanzioni pecuniarie.
  • Quando si pretende il riconoscimento di limitazioni significative occorre allegare certificazioni mediche dettagliate, referti, prescrizioni, piani terapeutici e attestazioni dei servizi coinvolti con date e frequenze per rendere la richiesta valutabile.

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