Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13570/2026 del 14/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnavano la conferma in appello della condanna per utilizzo di una carta bancoposta di provenienza illecita (sottratta alla persona offesa). Contestavano: nullità del giudizio per mancata/notifica irregolare della citazione in appello e per mancata traduzione dalle detenute; la scriminante e l'inidoneità dell'identificazione di Veronica Morelli basata su individuazione da parte degli agenti e immagini video; l'asserita assenza di partecipazione materiale della Petrillo (sostanzialmente presente solo alle spalle della figlia) e quindi l'insufficienza di elementi per ritenere il suo concorso; e l'erronea applicazione dell'aggravante della recidiva per carenza di motivazione sul giudizio di pericolosità

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché manifestamente infondati. Ha rigettato l'istanza di rinvio per nomina tardiva del difensore (avv. Gugliotta) ritenendola non documentata e non ostativa alla celebrazione; ha ritenuto regolari le notifiche del decreto di citazione (consegna a mano in carcere per la detenuta Morelli e a mani proprie per Petrillo secondo le norme vigenti); ha confermato la valutazione probatoria del Tribunale e della Corte di appello: l'identificazione di Morelli è sorretta da elementi filmati e da confronti con foto d'archivio (elementi somatici distintivi), mentre la condotta della Petrillo è stata ritenuta partecipativa perché dalle immagini ella stava alle spalle della figlia coprendola e assistendola durante i prelievi; ha ritenuto adeguatamente motivato il riconoscimento della recidiva in ragione di precedenti specifici e della pericolosità sociale; ha condannato le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 108 cod. proc. pen.

    Il termine a difesa non garantisce il rinvio automatico in caso di nomina tardiva del difensore; va bilanciato con la ragionevole durata del processo e, in Cassazione o in trattazione orale, la partecipazione del difensore può essere meramente eventuale se non adeguatamente documentati impedimenti

  • art. 156 cod. proc. pen.

    La notificazione al detenuto nel luogo di detenzione mediante consegna di copia alla persona è valida; la Corte ha ritenuto regolare la notifica a Morelli in carcere

  • art. 157-ter cod. proc. pen.

    La notificazione della citazione a giudizio ad opera della polizia giudiziaria è ammissibile; la notifica a Petrillo eseguita in tal modo è stata considerata valida

  • art. 601 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come presunta violazione in relazione alla celebrazione del giudizio d'appello; la Corte ha ritenuto infondate le censure sulla nullità per notifica e assenza delle imputate

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa nell'ambito delle censure procedurali; la Corte non ha riconosciuto la nullità dedotta

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa in relazione alla comparizione delle imputate; la Corte ha ritenuto che, in mancanza di istanza e di partecipazione del difensore, l'udienza potesse svolgersi a rito cartolare

  • art. 493-ter cod. pen.

    Richiamato dalla difesa come presunta violazione (sempre come motivo di illegittimità); la Corte ha ritenuto invece sufficiente la motivazione e la base probatoria dell'identificazione e del concorso

  • art. 99 cod. pen.

    Norma relativa alla recidiva; la Corte ha ritenuto fondata la motivazione sulla recidiva, avendo individuato precedenti specifici e ricorrenti elementi sintomatici di pericolosità sociale

Massime di principio

  • La nomina tardiva di un difensore alla vigilia dell'udienza non dà automaticamente diritto al rinvio: è necessario documentare impedimenti rilevanti e non mera genericità
  • La notificazione al detenuto mediante consegna in carcere e la notificazione svolta dalla polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 157-ter c.p.p. sono valide e possono impedire la declaratoria di nullità quando eseguite correttamente
  • L'identificazione tramite immagini di videosorveglianza integrata da elementi somatici distintivi e da riscontri fotografici d'archivio può costituire prova idonea di identificazione dell'autore
  • La semplice prossimità fisica o il rapporto di parentela non escludono responsabilità: la valutazione del concorso richiede che dal comportamento (es. atteggiamento di copertura/assistenza nelle immagini) emergano elementi di cooperazione
  • Il riconoscimento della recidiva richiede motivazione concreta sulla pericolosità sociale: elencare precedenti specifici e collegarli al comportamento attuale è necessario per legittimarla
  • In Cassazione i motivi generici, reiterativi o non adeguatamente specificati sono spesso dichiarati inammissibili; occorre formulare censure precise e documentate
  • La rinuncia o la revoca del mandato da parte del difensore non interrompe automaticamente la rappresentanza dell'imputato fino a prova che la revoca sia stata comunicata e che l'imputato sia stato effettivamente sostituito

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.