Cassazione Civile, Ordinanza n. 02404/2023 del 26/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Un comune ha impugnato davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche il decreto regionale di compatibilità ambientale e, con motivi aggiunti, il successivo decreto di autorizzazione unica alla realizzazione di un impianto idroelettrico da realizzarsi su un torrente insistente nel proprio territorio. La contestazione verteva sulla pretesa omessa comparazione degli interessi pubblici e privati, su difetti istruttori e motivazionali, sulla genericità e illogicità del progetto, sulla violazione della disciplina ambientale e delle direttive sui deflussi ecologici e sulle derivazioni, oltre che sulla mancata valutazione d'incidenza e sul rischio per l'approvvigionamento idrico e per la prevenzione degli incendi. In cassazione il comune ha dedotto tre motivi: 1) travisamento dei fatti e del diritto, contraddittorietà/apparenza/inesistenza della motivazione e omessa pronuncia, perché il TSAP avrebbe ritenuto infondate le censure senza confrontarsi con i vizi effettivamente denunciati; 2) violazione di norme ambientali e sui lavori pubblici, per aver il TSAP escluso l'interesse del comune a censurare le modalità progettuali e per non aver colto la genericità del progetto e le violazioni delle direttive tecniche; 3) contraddittorietà della motivazione, poiché la sentenza avrebbe ignorato le criticità concrete e poi affermato che la compatibilità dell'impianto va valutata caso per caso, senza divieti a priori.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata l'eccezione di improcedibilità/inammissibilità sollevata dalle società controricorrenti, affermando che, per le decisioni del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, la notifica del dispositivo fa decorrere il termine breve di 45 giorni per ricorrere per cassazione, a prescindere dalla registrazione della sentenza. Nel merito ha osservato che il TSAP si è mantenuto entro il limite del sindacato consentito, limitato alla verifica della ragionevolezza e proporzionalità della scelta amministrativa e non esteso al merito tecnico puro. La decisione impugnata aveva infatti ritenuto che il progetto garantisse il deflusso minimo vitale, che fossero state imposte prescrizioni correttive e che vi fosse stata un'effettiva comparazione tra interessi ambientali, paesaggistici, idrici ed energetici, in coerenza con la disciplina eurounitaria favorevole alle fonti rinnovabili ma comunque compatibile con il principio di precauzione e di non deterioramento delle acque. Le ulteriori censure sono state giudicate inammissibili perché la sentenza impugnata era sorretta da una duplice ratio decidendi, una delle quali non efficacemente attinta dai motivi di ricorso. Il comune è stato condannato alle spese e al contributo unificato aggiuntivo.
Norme richiamate
art. 202 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775
per il ricorso per cassazione contro le decisioni del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche si applica il termine breve di 45 giorni, ricavato dalla riduzione del termine originario di 90 giorni del previgente codice di rito
art. 183 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775
Per la pronunciazione e la forma delle sentenze si osservano le norme stabilite negli articoli 356 a 360 del Codice di procedura civile... il cancelliere entro cinque giorni ne esegue la notificazione alle parti
la notificazione del dispositivo avvia il termine breve per l'impugnazione
richiamato come parametro di legittimità della valutazione e comparazione degli interessi nella procedura ambientale
artt. 5, 23, 27-bis d.lgs. n. 152/2006
richiamati dalla parte ricorrente come norme sulla procedura di valutazione ambientale e istruttoria
artt. 5, 6, 27, comma 5, 216, comma 4 d.lgs. n. 50/2016
richiamati dalla parte ricorrente in tema di progettazione e procedura di affidamento/lavori
artt. 24 e ss. d.P.R. n. 207/2010
richiamati a sostegno della censura di genericità e illogicità del progetto
richiamato in relazione alle censure sui motivi aggiunti e sul rispetto delle prescrizioni del parere di VIA
art. 4, comma 1, lett. i), direttiva 2000/60/CE
gli Stati membri attuano le misure necessarie per impedire il deterioramento dello stato di tutti i corpi idrici superficiali
esprime il principio di non deterioramento delle acque, assunto come regola eurounitaria di riferimento
art. 76, comma 4, lett. b), d.lgs. n. 152/2006
recepisce il principio di non deterioramento nello diritto interno
art. 12-bis r.d. 1775/1933
impone, per le concessioni idroelettriche, che il provvedimento non pregiudichi il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità del corso d'acqua
art. 191 TFUE
è richiamato come fondamento del principio di precauzione, cardine della politica ambientale dell'Unione
art. 72 l. 28 dicembre 2015, n. 221
richiamato quale espressione della strategia nazionale di promozione delle fonti rinnovabili e della green economy
direttiva 2001/77/CE
esprime il favor eurounitario per la produzione di energia da fonti rinnovabili
direttiva 2009/28/CE
conferma il favor europeo per l'uso di energia da fonti rinnovabili
direttiva (UE) 2018/2001
richiamata come disciplina più recente di rifusione sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili
Protocollo di Kyoto
richiamato nel quadro internazionale di promozione delle energie rinnovabili
art. 1, comma 17, l. 24 dicembre 2012, n. 228
fondamento dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo del contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
prevede l'obbligo dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- Nel giudizio davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, il sindacato di legittimità sulla scelta amministrativa è limitato alla verifica di ragionevolezza, proporzionalità e non illogicità, senza estendersi al merito tecnico puro delle valutazioni discrezionali.
- In materia di concessioni e impianti idroelettrici, la disciplina eurounitaria e interna favorevole alle fonti rinnovabili non consente divieti assoluti o preclusioni aprioristiche, ma richiede un bilanciamento caso per caso con gli altri interessi pubblici rilevanti, in particolare la tutela ambientale e paesaggistica.
- Il principio di non deterioramento dei corpi idrici e il principio di precauzione impongono che l'autorizzazione di interventi sulle acque verifichi il mantenimento o miglioramento della qualità del corso d'acqua e contemperi l'uso energetico con la salvaguardia dell'ecosistema.
- La censura di un provvedimento amministrativo è infondata quando il giudice di merito accerti che il progetto è stato adeguato alle prescrizioni dell'amministrazione e che la comparazione degli interessi è stata effettivamente svolta e motivata.
- Un motivo di ricorso è inammissibile quando non scalfisce tutte le autonome rationes decidendi poste a fondamento della sentenza impugnata.
- Per le impugnazioni delle decisioni del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, la notificazione del dispositivo fa decorrere il termine breve per ricorrere in cassazione anche se la sentenza non sia stata ancora registrata, avendo la registrazione rilievo solo fiscale.
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