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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4630/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Brescia del 29/06/2021 che aveva rigettato il riesame avverso il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (diretta e per equivalente) disposto il 27/04/2021 in relazione al reato previsto dall'art. 452-quaterdecies c.p. (capo a) e a illeciti amministrativi (capi 6-10). Il ricorrente deduceva: (1) mancata sussistenza dell'elemento soggettivo (dolo) a suo carico, sostenendo di non essere parte del processo di trattamento illecito dei fanghi (operato da WTE s.r.l.) ma solo coinvolto nelle fasi successive di trasporto e spandimento, e denunciando errata valutazione delle intercettazioni da parte del Tribunale; (2) violazione delle norme sulla confisca per equivalente e difetto di motivazione circa la graduazione della misura ablativa in relazione al contributo personale al reato, nonché mancata considerazione della memoria difensiva e della perizia che evidenziava sproporzione tra il valore sequestrato e l'ipotetico profitto del reato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività e difetto di forma: il termine per proporre ricorso per cassazione contro ordinanze del Tribunale del riesame è di quindici giorni (art. 325 c.p.p. richiamando art. 585 c.p.p.), non di dieci; inoltre il ricorso è stato depositato presso la cancelleria del Tribunale di Napoli il 13/09/2021 anziché presso la cancelleria del Tribunale di Brescia, dove è pervenuto solo il 28/09/2021, oltre il termine utile. La Corte ha quindi deciso senza entrare nel merito delle doglianze sostanziali, ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria ritenuta equa (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies cod. pen.

    Norma penale che qualifica l'illecito contestato (reato ambientale). Nel provvedimento la norma è citata come capo di imputazione ma la Corte non ne ha valutato l'applicazione sostanziale perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per ragioni procedurali.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma richiamata in relazione ai principi della confisca; la difesa evocava la necessità di graduare la misura ablativa in relazione al contributo personale, principio richiamato ma non esaminato nel merito dalla Corte a causa dell'inammissibilità.

  • art. 325 c.p.p.

    Stabilisce le regole sul ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia cautelare reali; la Corte ricorda che il termine applicabile è quello di quindici giorni fissato in via generale per i provvedimenti in camera di consiglio.

  • art. 311 c.p.p. (commi 1 e 3)

    Articolo che disciplina i termini per impugnazioni in materia di misure cautelari personali e le modalità di deposito. La Corte chiarisce che il termine di dieci giorni previsto dal comma 1 riguarda le misure personali e non si applica alle ordinanze del riesame in materia reale; il comma 3 è richiamato in relazione all'obbligo di deposito nella cancelleria che ha emesso il provvedimento.

  • art. 585 c.p.p. (comma 1, lett. a)

    Fonte del termine generale di quindici giorni per i provvedimenti emessi in camera di consiglio, richiamata dalla Corte per determinare il termine di proposizione del ricorso per cassazione.

  • art. 582 e 583 c.p.p.

    Richiamati nella motivazione in relazione alle forme e ai casi particolari di presentazione dell'impugnazione; la Corte osserva che le forme speciali previste per istanze di riesame/appello cautelare non estendono la possibilità di depositare il ricorso in cancellerie diverse rispetto a quella che ha emesso il provvedimento, salvo casi espressamente disciplinati.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per la statuizione relativa alle spese e alla sanzione pecuniaria nei confronti del ricorrente in caso di inammissibilità senza assenza di colpa.

Massime di principio

  • Verificare sempre il termine corretto per proporre il ricorso: per ordinanze del Tribunale del riesame in materia di misure cautelari reali il termine è generalmente di 15 giorni (art. 585 c.p.p.), non 10 giorni.
  • Il ricorso per cassazione deve essere depositato nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato (art. 311, comma 3, richiamato dall'art. 325); depositarlo altrove espone al rischio di inammissibilità per tardività se la trasmissione alla cancelleria competente avviene oltre il termine.
  • Se si deposita il ricorso presso una cancelleria diversa, assicurarsi che sia tempestivamente trasmesso e conservare prove documentali della data di ricezione nella cancelleria competente; l'assenza di tale prova può determinare l'inammissibilità.
  • Le eccezioni di merito (es. mancanza del dolo, errata valutazione delle intercettazioni, sproporzione della misura di confisca) rischiano di non essere mai esaminate se si incappa in vizi procedurali: garantire la correttezza procedurale prima di esporre i rilievi sostanziali.
  • Nelle questioni relative alla confisca per equivalente è fondamentale provare e documentare il contributo personale al reato e la concreta sproporzione rispetto al profitto presunto, poiché il giudice deve poter motivare la graduazione della misura in relazione al contributo degli eventuali concorrenti.
  • La mancata osservanza delle regole formali di impugnazione può comportare anche sanzioni pecuniarie oltre al pagamento delle spese processuali; valutare il rischio prima del deposito del ricorso.
  • In presenza di complessi profili probatori (intercettazioni, perizie sui beni), predisporre e depositare con puntualità memorie e consulenze tecniche già nelle fasi di merito e del riesame per evitare che tali elementi non vengano considerati per vizi procedurali dell'impugnazione.

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